20/10/2014
31/05/2011

Maroni: "reagire"
Bersani: "a casa"

Roberto Maroni è stato il primo ad ammettere la sconfitta definendola “una sberla”, ed è il primo a suonare la carica. "Ora la maggioranza reagisca" ha detto oggi. Bersani: "Berlusconi se ne vada per il bene del Paese"

E’ stato il primo ad ammettere la sconfitta definendola “una sberla”, ed è il primo a suonare la carica. Stiamo parlando del ministro dell’Interno, nonché esponente della Lega, Roberto Maroni.

“Il segnale c'é stato ed è stato forte, non deve essere sottovalutato e io non lo faccio. Adesso cerchiamo di capire se questa maggioranza ha la capacità di reagire o resta inerte, che sarebbe la cosa peggiore. Mia nonna diceva che le sberle fanno male ma alla lunga fanno rinsavire, fanno imparare la lezione. Per adesso resta solo il dolore dello sberlone e spero che nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane, ciò ci faccia non solo capire perché è andata così, ma anche prendere delle adeguate contromisure”.

Mentre la maggioranza si interroga su quanto successo e cerca di riordinare le idee, sull’altra sponda sembrano avere le idee più chiare.

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dagli schermi di Repubblica tv ‘invita’ Silvio Berlusconi a presentarsi dimissionario in Parlamento perché “è venuta meno la maggioranza nel Paese”. Poi affonda il colpo: “è un disastro per il Paese il fatto che resti sempre avvitato sui problemi di una sola persona. Sento di esigenze prometeiche: ce la fa, non ce la fa? E' ora di dire basta e girare pagina. Berlusconi dica se può ancora tirare la palla avanti o no ma non può tenere l'Italia prigioniera”.

E lui, il grande sconfitto, che dice? Da Bucarest, dove è impegnato in una visita ufficiale, a chi gli domanda quali sono i programmi futuri risponde così: “volevo fissare il mio funerale, ma ho troppi impegni e rimandiamo”.