17/10/2018
10/01/2018

Iran. Governo blocca il web e in milioni aggirano la censura 

Boom di Psiphon e Lantern due applicazioni anti blocchi





E’ proprio vero che la censura produce in genere effetti opposti a quelli che si vuole ottenere. Succede per esempio in Iran dove il governo da pochi giorni ha imposto un duro giro di vite sull'uso di Internet, bloccando Telegram, l’unico social network superstite usato dai manifestanti per scambiare foto video e, soprattutto, organizzare la protesta. La conseguenza è stata che si è avuta subito un’impennata nell’uso di strumenti anti blocco.

Lo rileva il Wall Street Journal che cita in particolare un forte aumento nell’uso di applicazioni  come Psiphon che  riescono a “mascherare”  i messaggi di Telegram aggirando i blocchi. In che modo? I server controllati dal Governo “vedono”  il messaggio su Telegram come se fosse una mail e lo fanno passare.

"Quando Telegram e' stato bloccato, abbiamo ottenuto una grande spinta", ha detto Michael Hull, co-fondatore di Psiphon, società' con sede a Toronto. Tramite questo “camuffamento” il numero di utenti al giorno in Iran è salito da  3  a più di 10 milioni tra il primo e il 2 gennaio attestandosi ora sugli 8 milioni.

Adam Fisk, fondatore di Lantern, altra app popolare utilizzata principalmente in Cina per esplorare siti vietati, ha aggiunto che il numero globale di utenti è  quadruplicato dopo il blocco di  Telegram e quasi tutta la crescita riguarda l’Iran.

Si tratta di programmi super sofisticati migliorati negli anni, ma che comunque restano ancora da perfezionare. Un utente di Twitter ha scritto che “Psiphon per qualche giorno è stato sempre disconnesso” mentre altri hanno detto che questi nuovi strumenti anche se con qualche problema favoriscono l’accesso ad altre applicazioni e siti web bloccati. “E questo - ha detto Collin Anderson, un ricercatore di Washington che studia  infrastrutture internet e  diritti umani - sta dando agli iraniani un accesso a Internet molto più' ampio."