23/12/2014
24/08/2010

Chi non gioca
non vince

E' una specie di corsa all'oro. Più sale il montepremi, più' si gioca. Il difficile e' trovare un botteghino aperto visto che con le percentuali sulle schedine loro un po' hanno gia' vinto

Centoventimilioni di euro.
E' proprio un superenalotto. Non basta per sentirsi come il Cavaliere Presidente, che quello e' miliardario.
E' però sufficiente per sentirsi un po' Paperon de' Paperoni e togliersi qualche piccola o anche grande soddisfazione.
Avete voglia di mandare a quel paese il capufficio? Lo potete fare. Avete voglia di mangiare in quel ristorante che avete letto sulle guide e dove per cenare serve mezzo stipendio? Toglietevi lo sfizio. Poi saldate il mutuo, pagate tutti i debiti, mettete qualcosa da parte e fate quello che difficilmente i ricchi fanno: aiutate gli altri.
Con giudizio certo, ma fatelo. Mangiar caviale va bene una volta, due di seguito non lascia una bocca buona. Meglio pasta e fagioli che se ti avanza oggi e' buona pure domani.
Ma dove sta scritto che per vincere milioni al superenalotto bisogna chiamarsi Luciano Gaucci o Elisabetta Tulliani?
Pensiamo cosa ci farebbero con tutti quei soldi Madre Teresa di Calcutta, o il dottor Umberto Cairo, l'ortopedico che opera in Afghanistan o quelli, e per fortuna sono tanti, che sono impegnati nelle varie forme di volontariato.
Superciuk, il personaggio dei fumetti che ruba ai poveri per dare ai ricchi che loro  sanno come spenderli i soldi, lasciamolo nel mondo dei cartoon.
Nella realta' prima o poi si raccoglie quello che si semina. Prima o poi.
Intanto due euro all'enalotto ce li andiamo a giocare anche noi. 

 

 

 

L’angolo acuto
© Riproduzione riservata (24 Agosto 2010)