30/07/2014
18/02/2012

Oscurato il sito
sulla strage
del Vajont

Una frase ritenuta offensiva, una denuncia degli onorevoli Scilipoti e Paniz, e il sito dedicato alle vittime del Vajont è stato fatto chiudere dal Gip di Belluno

Una frase ritenuta offensiva, una denuncia degli onorevoli Scilipoti e Paniz, e il sito dedicato alle vittime del Vajont è stato chiuso. A raccontare il fatto sul suo blog l'avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito, esperto di diritto e internet. La notizia è subito rimbalzata su Twitter."Il Giudice delle indagini preliminari di Belluno -scrive Sarzana- ordina la chiusura preventiva dell'intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone, per una frase ritenuta offensiva della reputazione degli On. Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz, e ordina a 226 Provider italiani di impedire ai cittadini italiani di aver accesso al portale".

Sotto accusa ci sarebbe -racconta Sarzana- una «metafora alpina». «Il sito web che raccontava, con immagini ed articoli, la storia della strage conseguente al crollo della diga è ora offline. L'autore del sito si è permesso una frase sarcastica nei confronti dei due parlamentari. C'è stata una denuncia, e il giudice ha ordinato l'oscuramento preventivo».
Nel provvedimento con cui ha disposto il sequestro preventivo e l'oscuramento del sito, il gip di Belluno Aldo Giancotti spiega che nel portale sono state pubblicate «le espressioni dal tono gravemente diffamatorio: 'E se la mafia è una montagna di merda...i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!'», nelle quali il giudice ha ravvisato «l'aggravante di aver commesso il fatto con un mezzo di pubblicità (rete telematica Internet) e contro un pubblico ufficiale».

Avvocato Sarzana: per la prima volta l'informazione rischia
Se la decisione del gip di Belluno di chiudere il sito www.vajont.info e di disporre a 226 provider italiani di impedire l'accesso al portale diventasse una prassi, si potrebbe «ledere gravemente i diritti all`informazione dei cittadini italiani che potrebbero vedere scomparire dal mondo della rete interi quotidiani, blog, portali informativi, in virtù di una o più frasi ritenute lesive dei diritti di un singolo cittadino», avverte sul blog Sarzanat. «Al di là della vicenda giudiziaria specifica, delle responsabilità del titolare del portale che andranno accertate e della giusta tutela spettante in quel caso agli Onorevoli Scilipoti e Paniz, sino ad oggi la magistratura aveva sempre esitato nell`imporre ai provider lo strumento dell`inibizione all`accesso per i cittadini italiani in occasione di un sequestro preventivo dei portali e dei blog per diffamazione - ricorda Sarzana - per i gravi rischi di lesione dei diritti costituzionali del diritto all`informazione e alla libertà di espressione e mai in precedenza, per una potenziale diffamazione, era stata adottata la misura dell`inibizione all`accesso ad un blog o ad un portale a carico di un cosi rilevante numero di internet providers».

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