Rubrica multimediale, con cadenza settimanale, che affronta alcune notizie rintracciate nei media che possono avere altre visioni o celare altre interpretazioni
Altre Visioni
di Psy
Il Tg La7 del 1 luglio riporta gli ultimi dati della disoccupazione giovanile. I giovani trovano sempre meno lavoro e quello che trovano è sottopagato e precario. Un’altra parte della popolazione lavorativa viene messa in cassa integrazione o, addirittura, licenziata. Una categoria che non perde lavoro sono i commercianti, ma su di loro arriva l’ondata lunga della crisi. Lastampa.it del 9 luglio, infatti, ci annuncia il flop dei saldi. Non ci sono più soldi e gli organi di informazione si accorgono, con ingenuo stupore, che non c’è più nulla da spendere. Ci hanno spinti a spendere e a indebitarci senza freni. Ora paghiamo il prezzo. Tutti.
Come ci ha mostrato repubblicaTV del 2 luglio, si è verificato l’ennesimo caso di posta occultata e non consegnata. Molte di quelle missive saranno stati solleciti di pagamento, bollette o comunicazioni con effetti legali. È molto probabile che passeranno più guai coloro che non hanno ricevuto le comunicazioni piuttosto che gli autori del reato di furto di corrispondenza.
Il giornale.it del 4 luglio ci racconta l’ennesimo caso di prodotto scopiazzato da parte dei cinesi. Non contenti di copiare dai piccoli gadget alle macchine industriali, i cinesi hanno realizzato l’ennesima copia. Questa volta si tratta di un cardinale. Uguale a quelli originali, fa gli stessi movimenti e risponde al telecomando contenuto nella confezione. Ma quello che stupisce è che i produttori cinesi non si preoccupano minimamente che i clienti si accorgano che è solo una copia e non assolva alle funzioni dell’originale. Forse, il vero salto di qualità sarà quando sostituiranno l’originale con una copia.
L’Autorità delle Comunicazioni (Agcom) ha deciso che i detentori dei diritti di video, che li vedono usati e pubblicati da altri, devono procedere in prima persona alla richiesta di rimozione, non aspettarsi che sia il gestore, come youtube o vimeo a farlo. Lo riporta unita.it del 6 luglio. Sull’esercizio del diritto d’autore sul web è in corso una battaglia epocale. Televisioni e produttori cinematografici cercano di ottenere danaro dalla visione dei “propri” prodotti, mentre il Popolo della Condivisione, questo mare di cultura in movimento che è il popolo dello sharing e del download, si oppone ed elude questo tentativo di riscossione. Si può ipotizzare che vinceranno i secondi che potranno sfruttare al massimo le potenzialità della tecnologia. A meno che quelli del diritto d’autore non facciano un Fahrenheit 451
Dal numero di luglio del mensile Tivù apprendiamo che i telegiornali reputati più affidabili dal pubblico sono Skytg24 e Tg3, mentre i meno affidabili sono Tg1 e Studio Aperto. Le ragioni di questa inaffidabilità vengono identificate con la carente preparazione dei giornalisti e la mancanza di verifica sulle notizie. In poche parole, il mondo dell’informazione televisiva risente e amplifica un aspetto di decadenza della società italiana: la scarsa cura in ciò che si fa. Purtroppo, spesso, questa mancanza di cura è dolosa.
Le fonti fino ad oggi di “Altre Visioni”
Affari & Finanza (all. La Repubblica), affaritaliani.it, Anna, ansa.it, D (all. de La Repubblica), Corriere Economia (all. Corriere della Sera), Corriere della Sera, Donna Moderna, Il Foglio, Il Manifesto, Il Messaggero, Il Riformista, Il Sole 24 ore, Il Venerdì (all. La Repubblica), Io Donna (all. Corriere della Sera), La Stampa, lastampa.it, La Repubblica, L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Il Tempo, internazionale.it, Italia Oggi,repubblica.it, Libero. L’Unità, Panorama, panorama.it, Psicologia Contemporanea, rainews.it, Secolo XIX, Sette (all. Corriere della Sera), sky.it, SkyTG24, Studio Aperto, TG1, TG1 Economia, TG2, TG2 Costume & Società, TG2000, TG3, tg3.it, TG5, TG Euronews, TGLa7, TGR Leonardo, Tivù, Velvet, Yahoo Finanza, youreporte.it, XL





