22/05/2013
18/01/2012

Il comandante
che rifiutò
di tornare a bordo

Un breve biografia del comandante Francesco Schettino pubblicata sul quotidiano inglese "The Guardian"

The Guardian (Gran Bretagna), 17 gennaio 2012

Francesco Schettino, il comandante che rifiutò di tornare a bordo
da Roma John Hooper per 'The Guardian'

Con quei folti capelli neri e l'abbronzatura, Francesco Schettino potrebbe essere un personaggio uscito da una puntata di “The Love Boat”, una serie televisiva degli Anni ‘70. Chissà quanti sospiri avrà strappato il bel comandante italiano alle divorziate sole, a bordo di crociere simili quella che si è interrotta, con violenza e all'improvviso, sugli scogli del Giglio venerdì scorso.

Ma Schettino non è un marinaio idolo delle massaie. La sua professionalità è ampiamente riconosciuta, anche se nuove prove lascerebbero pensare che, nelle ore successive al naufragio della Costa Concordia, avrebbe prima negato l’evidenza, poi perso il controllo. La registrazione delle conversazioni radio e telefoniche raccontano di come la Guardia Costiera sia stata due volte rassicurata del fatto che sulla nave si stesse risolvendo solo un "piccolo guasto tecnico", di come il comandante Schettino sostenesse che l'evacuazione era quasi completata, mentre in realtà era appena cominciata, e di come lo stesso avesse abbandonato la nave ben prima dell'ultimo dei passeggeri.

"No, non sono a bordo perché la nave sta appoppando. L'abbiamo abbandonata" dice il comandante all'incredula Guardia Costiera, che risponde: "Che significa? Lei ha abbandonato la nave?". A questo punto Schettino sembra allora cambiare versione. "No. Macché abbandonata, sono qui". Nella registrazione della telefonata dell’1 e 46 di notte, pubblicata dal sito del giornale “La Repubblica”, Schettino non parla chiaramente, come se stesse piangendo o vicino a una crisi di nervi. Si sente che protesta e si lamenta mentre la Guardia Costiera, Gregorio De Falco, gli ordina senza successo di tornare a bordo. "Torni a bordo. E' un ordine. Basta scuse. Lei ha dichiarato l'abbandono della nave" gli dice De Falco. "Che cosa vuole fare? Tornare a casa?". Le registrazioni parlano di un uomo che ha apparentemente perso il controllo e la capacità decisionale che un comandante di vascello deve possedere in ogni circostanza, figuriamoci in un disastro come quello di cui stiamo parlando. Sembrerebbe che davanti al magistrato Schettino abbia sostenuto di non aver abbandonato la nave e di aver salvato centinaia, se non migliaia, di vite. Il magistrato ha disposto per lui gli arresti domiciliari.

La Costa Crociere intanto non ha voluto fornire informazioni biografiche sul comandante suo impiegato. Ma si sa che Schettino è originario di una delle coste più belle su questa Terra. C'è chi dice che sarebbe nato 52 anni fa o a Castellammare di Stabia, una città a sud di Napoli, notoriamente tormentata dalla mafia (in italiano nel testo, ndr), o qualche chilometro più giù, lungo la penisola di Sorrento, a Meta, che è anche la cittadina dove oggi vive la sua famiglia. La famiglia di sua madre, i Cafiero, erano stati armatori generazioni addietro. Suo padre Luigi, originario della provincia di Caserta, da piccolo si sarebbe trasferito sulla Costa Amalfitana, quella bella da togliere il fiato. Schettino è cresciuto sognando il mare. Sia lui che il fratello Salvatore hanno scelto di fare del mare la loro professione. La sorella Giulia ha dichiarato al quotidiano napoletano “Il Mattino” che "(Francesco) adora il mare. Ha sempre fatto l'ufficiale. Ha una lunga carriera alle spalle". Poi racconta che il fratello ha cominciato  prima con la compagnia di traghetti Tirrenia e poi all'Agip Petroli, prima di prendere servizio per la Carnival, un’azienda americana che comprende anche i marchi P&O, Cunard e Holland America.

Alla Costa Crociere Schettino sarebbe arrivato nel 2002. Dopo un periodo da secondo ufficiale, viene promosso al rango di comandante. La sua carriera arriva al top nel 2006, quando gli viene affidata la Costa Concordia, una nave da 114500 tonnellate appena varata. Un regalo discutibile, per i superstiziosi. In un video amatoriale del varo, infatti, si vede la bottiglia di champagne che non si rompe quando va a sbattere sulla fiancata della nave - un cattivo presagio che, come si sente nel video, fece gridare di sgomento tutti i presenti.  Nel novembre del 2008 la Costa Concordia è stata protagonista di un primo incidente, riportando, in ingresso al porto di Palermo, un danno a prua, a causa delle cattive condizioni meteo. Non ci furono feriti. E se Schettino era al comando anche in quell'occasione, l'incidente non ha intaccato la sua reputazione.

Sono molti quelli che sostengono che la vera versione dei fatti debba ancora venire fuori. Su Facebook c'è una pagina a sostegno di Schettino, comandante della Costa Concordia, che martedì pomeriggio contava più di 2600 fan. "Coraggio comandante" scriveva Angela, la quale, per spiegare quanto appena scritto, aggiungeva "Con lui io ho attraversato l'Atlantico". Secondo Rosa, invece, Schettino è "una gran comandante", mentre Daniel sente che "grazie alla sua professionalità Schettino ha salvato centinaia di passeggeri".

Resta il fatto, che la sua reazione iniziale al disastro della Costa Concordia di venerdì  era assolutamente compatibile con la fiducia riposta in lui. Ha con abilità girato la nave per portarla sugli scogli di un promontorio, in modo da facilitare le operazioni di soccorso. Ma il sangue freddo col quale sembrerebbe aver affrontato la prima fase dell'emergenza è difficile da conciliare con la sua condotta successiva.
 
In una frase che potrebbe tornare a tormentarlo, detta l'anno scorso a un giornalista ceco, Schettino affermava: "Mi piace quando succede qualcosa di imprevedibile, quando puoi uscire un po' dalle procedure standard". Nell'unica intervista che pare aver rilasciato, quella al quotidiano “Dnes”, disse: "Non avrei mai voluto essere al comando del Titanic e dover attraversare un oceano di iceberg", aggiungendo poi, in maniera più rassicurante: "Anche se oggigiorno tutto è molto più sicuro. Navigare è più facile grazie agli strumenti tecnici di bordo e a internet".

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