24/10/2019
09/10/2019

Da Monet a Renoir. Ecco i quadri mai visti degli Impressionisti

55 dipinti in mostra a Palazzo Bonaparte a Roma fino all’8 marzo. Provengono dalle più importanti collezioni private del mondo




Capolavori segreti nascosti nelle più importanti collezioni private del mondo. L’arte degli Impressionisti, Manet, Renoir, Cezanne, Pissarro. Pittori dell’attimo e del colore.


C’è un segno di tutti nella mostra “Gli Impressionisti segreti” a Palazzo Bonaparte a Roma. Un luogo finora mai aperto al pubblico, proprietà di Assicurazioni Generali. Dal 1818 al 1836 fu la residenza di Maria Letizia Ramolino, la madre di Napoleone I.

Tra le sale affrescate un percorso che racchiude uno dei periodi artistici più studiati e analizzati, decine di dipinti ad olio col fine di seguire e raccontare la grande rivoluzione pittorica dal suo nascere alla sua seconda fase, dopo il 1885, quando il gruppo comincia a perdere l’originaria forza propulsiva degli inizi.

I temi ci sono tutti. Paesaggi, ritratti, scene di vita parigina. La voglia di cogliere attimi e colori. Sono quadri quasi mai esposti in Italia e di rado nel mondo. “Una strada a Napoli” apre il percorso composto da 55 opere. Ci mostra i primi passi in pittura di Gustave Caillebotte, un maestro che allinea gioielli come “Un balcone, Boulevard Haussmann” e “Interno, donna alla finestra”. Un viaggio a ritroso nel tempo nella vita parigina dell’800.

Poi i ritratti di Renoir, ma anche i suoi paesaggi. Le pennellate di Monet. E ancora Sisley, Guillaumin e Gauguin. C’è anche una tela di Federico Zandomeneghi, unico italiano tra gli artisti presenti.

“Davanti alla psiche” è un quadro che incanta. Nulla è lasciato al caso in questo dipinto di Berthe Morisot, musa di Manet, unica donna nell’universo maschile degli impressionisti.

Un altro spazio della mostra è dedicato al Neoimpressionismo, che documenta la nuova generazione di pittori pronta a farsi largo rispetto ai fondatori. Un nuovo movimento nato intorno a Paul Signac e George Seurat caratterizzato da una pittura che privilegia il colore senza mescolarlo sulla tavolozza, ma stendendolo con piccole pennellate come tante tessere di un mosaico.

La mostra aperta fino all’8 marzo è a cura di Marianne Mathieu e Claire Durand-Ruel, discendente del mercante d’arte Paul Durand-Ruel, primo sostenitore degli Impressionisti.