19/11/2018
22/10/2018

Voglia di libri, ma online. Mercato su del 4%

Le grandi catene sempre in testa, ma il 21% dei libri arriva dal web. I piccoli negozi perdono colpi





Tempi difficili per le librerie, almeno per quelle tradizionali visto che le online vanno benissimo. Nel 2017 in Italia se ne contavano 1877, di cui 817 erano le  cosiddette indipendenti, ovvero le librerie che non appartengono a catene.

Rispetto al 2016 il numero è in leggero aumento, ma allargando lo sguardo non si può dire che la situazione sia rosea.
Nel 2010 erano 300 in più e questo sta a significare che si sta allargando la platea di chi preferisce acquistare libri con un clic.

Stando ai dati 2017 dell’Associazione italiana editori, il mercato sul web ha incassato più di 2 miliardi di euro, registrando un +4,1% rispetto all’anno precedente.

Il dato più significativo è quello della quota dei libri acquistati negli store online: il 21,3%. Nel 2010 era solo il 5%. La tendenza quindi è chiara, anche se la libreria tradizionale, di catena, continua ad essere il principale canale di vendita.

E le indipendenti che fine faranno?
Nel 2007 rappresentavano il 42,5%, dieci anni dopo la percentuale è diventata poco più che la metà. 

A Roma, per esempio, secondo uno studio dell’Università Tor Vergata, ne sono state chiuse 223 in dieci anni. E i regolamenti comunali non aiutano. Dietro tante saracinesche abbassate c’è anche l’occupazione abusiva del suolo pubblico.
Nella Capitale non si possono esporre i libri all’esterno e le proteste non mancano. “Anche perché, lamentano i librai, i tavolini per i ristoranti sui marciapiedi sono invece autorizzati”.

Non è però così in tutta Italia. A Firenze, per esempio, le librerie possono esporre fuori e sono esenti dal pagamento della quota comunale dell’Imu.