14/12/2018
10/10/2018

Spreco farmaci. Buttate ogni anno 8 miliardi di medicine 

Gli esperimenti all’estero di vendita di medicinali sfusi. I consigli dell’Agenzia del Farmaco




Ogni anno in Italia si sprecano otto miliardi di compresse pari al 30% di un totale complessivo di 24 miliardi di dosi di farmaco che gli ospedali o i cittadini italiani acquistano. In altre parole buttiamo nel cestino circa 8 miliardi di euro.

Si può fare facilmente una prova aprendo il cassetto di casa dove sono custodite le medicine. Sicuramente troviamo farmaci scaduti o scatole semipiene che non servono più tanto che spesso ne dimentichiamo l’esistenza. Insomma acquistiamo molti, troppi farmaci. Che, mese dopo mese, non solo diventano inefficaci, ma si trasformano in un enorme speco e in un danno. Se proviamo a moltiplicare il cassetto di casa con il numero di famiglie che ogni giorno fanno acquisti in farmacia e aggiungiamo tutte le giacenze degli ospedali, riusciamo ad avere un’idea delle conseguenze, sia ambientali che economiche, di questo spreco.

Gli interventi contro l’uso spropositato di medicine ormai arrivano da molte parti e da tempo si discute di un consumo consapevole guardando ai Paesi che sperimentano l’acquisto dei prodotti sfusi. In pratica se si ha bisogno di due aspirine si comprano solo quelle e non tutta la scatola.

Un tipo di vendita che è già un successo in diversi Paesi tra i quali Gran Bretagna,Canada e Stati Uniti. Un recente studio francese ha dimostrato che questa pratica ha permesso di ridurre il numero di pasticche dispensate del 10%, mentre in Svizzera il Consiglio Nazionale della Confederazione vorrebbe avviare presto la sperimentazione.

Secondo una ricerca dell’Istituto Mario Negri in media i milanesi buttano via ogni giorno circa 6,5 chili di farmaci a cui si aggiunge un altro chilo di disinfettanti e di sostanze chimiche utilizzate per produrre cosmetici e saponi.

Ciò significa che ogni anno vengono scaricati nei corsi d’acqua metropolitani lombardi  2,5 tonnellate di medicinali e quasi mezza tonnellata di prodotti chimici per la cura della persona. A questo si aggiunge il consumo di prodotti scaduti. Il 40% delle consulenze al Centro antiveleni di Milano riguarda proprio casi del genere. E il 34% delle volte sono coinvolti bambini che per errore hanno ingerito analgesici, antibiotici o ormoni.

L’Agenzia del Farmaco ha recentemente proposto due semplici misure per ridurre lo spreco di medicine. Prima mossa: cure personalizzate. Negli ospedali prescrivere ai pazienti solo le compresse realmente necessarie. Seconda mossa: doppia scadenza sulle confezioni. Inserire cioè una doppia scadenza sulle scatole dei medicinali: oltre a quella classica (in nero), una seconda scadenza, in rosso, che evidenzi gli ultimi mesi di validità. Un warning: “last months“, un po’ come accade con l’etichetta “ultimi giorni” che si vede al supermercato sulle confezioni degli alimenti vicini alla scadenza.

In questo modo si aiuterebbero i cittadini, i medici, gli ospedali a rendersi conto di avere dei prodotti che stanno per scadere e che, se non occorrono più perché la terapia è terminata, possono essere riportati nelle farmacie comunali o consegnati a quelle Fondazioni/Onlus che si occupano della distribuzione gratuita dei farmaci ai non abbienti.