Fmi, paletti alla crisi
Europa, grande imputato al vertice di Washington, deve fare squadra per evitare catastrofi finanziarie, avvertono gli Stati Uniti. Draghi:” I governi devono rafforzare i bilanci”
A Washington in un clima di pessimismo e preoccupazione per il futuro dell'economia globale si è aperto il vertice del Fondo monetario. C’è la percezione che l’Europa stia ad un passo dalla recessione, con l'ombra del default che minaccia ormai non solo le economie minori, come quella greca e portoghese, ma anche una grande potenza industriale come l'Italia. A preoccupare è soprattutto il clima di instabilità politica, e dalla capitale americana parte una sorta di ultimatum. Sei settimane per varare piani di risanamento e rilancio credibili e risolvere le crisi politiche, prima del G20 di novembre in Francia.
I governi “devono fare la loro parte, agendo in maniera decisa per rafforzare i bilanci e la
competitività attraverso riforme strutturali da attuare con tabelle di marcia concrete”, chiede Mario Draghi, governatore di Bankitalia e futuro capo della Banca centrale europea. Ieri Trichet aveva dichiarato che la Bce è pronta a fornire liquidità illimitata alle banche. Oggi Draghi sostiene che i governi “devono attuare immediatamente il programma di riforme per assicurare che le istituzioni finanziarie, i mercati e le infrastrutture siano più resistenti”.
Non parla direttamente della questione italiana, come fa invece Borges, il responsabile europeo del fondo. Nonostante la nostra situazione sia migliore di quella di altri paesi, la crescita nel nostro paese è vicina allo zero e questo spinge i mercati a non darci più fiducia.





