18/09/2014
15/01/2012

L'inchino
fatale

Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata venerdì sera al largo dell'isola del Giglio, è da ieri in carcere: abbandono della nave, omicidio colposo plurimo, naufragio e disastro le pesanti accuse. Proseguono le ricerche dei 17 dispersi. 3 persone tratte in salvo nelle ultime ore

Abbandono della nave. L'accusa più infamante per un capitano: mettersi in salvo prima dei passeggeri. Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata venerdì sera al largo dell'isola del Giglio, è da ieri in carcere: omicidio colposo plurimo, naufragio e disastro le altre accuse.

Schettino era sulla plancia di comando e avrebbe deciso lui la rotta con un passaggio troppo vicino all'isola come conferma Francesco Verusio, procuratore Capo di Grosseto: “è stata una manovra azzardata, si è avvicinato all'isola del Giglio, ed è arrivato a soli 150 metri dalla costa. Una manovra però non inusuale come testimoniano alcune immagini amatoriali girate lo scorso agosto. Anche in questo caso la Concordia passò vicinissima all'isola. La manovra dell'inchino la chiamano  i marinai, un saluto all'isola del Giglio.

Schettino sarà ascoltato dai magistrati lunedì o martedì.  "Viaggiavamo su una rotta turistica consentita - si difende -  Uno scoglio non segnalato sulle carte nautiche ha causato il disastro". L'inchiesta accerterà fatti e responsabilità. Altro punto contestato al comandante è l'sos in ritardo. Schettino inizialmente avrebbe parlato solo di un danno al generatore. La richiesta d'aiuto alle 22 e trenta, solo dopo una precisa richiesta di chiarimento sull'accaduto da parte della Capitaneria di Porto.

Intanto proseguono le ricerhe dei dispersi che sarebbero ancora 17. Nella notte è stata tratta in salvo una coppia di sposi coreani che erano in luna di miele. Erano rimasti intrappolati all'interno della loro cabina. Stanno bene e hanno già asciato l'ospedale di Orbetello. Una terza persona è stata recuperata questa mattina intorno alle 9:40. Si tratta del capo commissario di bordo Marrico Giampietroni che nel tentativo di aiutare i passeggeri a mettersi in salvo, non aveva abbandonato la nave ed era rimasto bloccato sul ponte 3. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta nella speranza di trovare altri superstiti.

La speranza è che molte delle persone che mancano all'appello non siano state registrate la notte scorsa al loro arrivo all'isola del Giglio e che in realtà siano già tornate a casa. Il Prefetto Giuseppe Linardi specifica che "le ricerche dei dispersi vengono fatte anche rispetto a persone che sotto shock potrebbero non essersi fermate a farsi registrare sbarcando sulla terra ferma e che parenti e conoscenti hanno direttamente accompagnato a casa".

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