18/01/2019
04/01/2014

Papa: “Coppie gay? ai figli non diamo vaccino contro fede”

CRONACA - Le unioni omosessuali, in particolare quelle in cui sono presenti dei figli, pongono alla Chiesa “sfide nuove” sul piano educativo ancora “difficili da comprendere”. L’ultimo dell’anno chiama un convento per gli auguri, ma risponde solo una segreteria telefonica

popLe unioni gay, in particolare quelle in cui sono presenti dei figli, pongono alla chiesa “sfide nuove” sul piano educativo ancora “difficili da comprendere”. E a quei ragazzi e ragazze “bisogna stare attenti a non amministrare un vaccino contro la fede”. Questo afferma papa Fancesco che tocca il delicato argomento nell'incontro del 29 novembre scorso con i superiori generali degli ordini religiosi, di cui ha riferito Civiltà Cattolica.

E’ ancora una volta spiazzante l'approccio del pontefice al tema delle unioni di persone dello stesso sesso, in cui Bergoglio vede innanzitutto il problema di come la Chiesa debba “annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia”. E quindi la necessità - più che i diktat e gli anatemi - è come riuscire a svolgere la propria missione in una società in continua evoluzione. Nel suo dialogo di tre ore con i superiori generali, oltre a mettere in guardia nei seminari dal formare “piccoli mostri”, oltre a puntare il dito contro la “tratta delle novizie", il papa si sofferma anche sul tema dell'educazione, sottolineando che i suoi pilastri sono “trasmettere conoscenza, trasmettere modi di fare, trasmettere valori” e attraverso questi “trasmettere la fede”. 

Nei contesti educativi del mondo di oggi sempre più bambini e ragazzi vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia. L'approccio di Francesco è sempre, prima di tutto, pastorale, con l'esigenza di trovare formule che non siano quelle di una Chiesa “chiusa in se stessa”, ma piuttosto con le antenne alzate verso una società che cambia. Papa bergoglio è una sorpresa continua. 

L’ultimo dell'anno, si viene a sapere , ha chiamato un convento delle Carmelitane scalze in Spagna, e non gli ha risposto nessuno, se non una segreteria telefonica,  alla quale ha affidato il seguente messaggio: “ Sono papa Francesco, volevo fare gli auguri, che stanno facendo le monache per non rispondere ? Che dio vi benedica, chiamo più tardi”. E così è stato. Le suore, che stavano recitando il rosario, poi hanno parlato: “Mi sono sentita morire”, ha raccontato suor Adriana de Jesus Resucitado, quando ha ascoltato la chiamata del pontefice.