24/07/2014
09/03/2011

“Ammazza rinnovabili”
 Miccichè non ci sta

Il decreto Romani definito "ammazza rinnovabili", appena firmato dal presidente della Repubblica Napolitano, sta creando non poche polemiche tra gli operatori del settore dell'energia pulita e il ministero dello Sviluppo Economico

Il decreto Romani definito "ammazza rinnovabili", appena firmato dal presidente della Repubblica Napolitano, sta creando non poche polemiche tra gli operatori del settore dell'energia pulita e il ministero dello Sviluppo Economico.  
A far paura è il lasso di tempo previsto dal decreto per la definizione dei nuovi incentivi.

Nel frattempo nessuno sa se e quanto sarà conveniente investire nelle rinnovabili e per questo motivo le maggiori associazioni che rappresentano i produttori di energia pulita hanno già annunciato che faranno ricorsi ai vari Tar regionali.

A dar loro manforte ci pensa il leader di Forza del Sud Gianfranco Miccichè: “non possono non accettare le obiezioni che noi stiamo facendo, perché non possono assumersi la responsabilità di veder fallire, come un domino che fa cadere ad una ad una, tutta una serie di aziende che sono fatte bene, da persone perbene. Se il governo non dovesse accettare una mediazione, significa che Forza del Sud finalmente farà valere la sua forza, andiamo a votare subito”.

Ma il ministro Romani è pronto a rassicurare tutti: "Sono perfettamente d'accordo, che il settore vada incentivato e che vengano date certezze. Venerdì incontriamo tutti gli operatori del settore e massimo in due settimane, con il contributo del ministero dell'Ambiente, vogliamo produrre un provvedimento che dia certezze al settore, in modo che le nostre banche, i nostri imprenditori e i nostri produttori abbiamo la possibilità di investire in base a quanto consentito e consentibile da parte dei cittadini".

Al Ministero dell'Ambiente intanto in queste ore si lavora freneticamente per limitare i danni che il decreto Romani potrebbe arrecare al settore rinnovabili. Dopo il passaggio del nucleare, infatti, anche questo nuovo stop sul fotovoltaico e sull'eolico potrebbe essere troppo persino per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.