24/10/2019
13/12/2010

Alemanno: “Via
i raccomandati”

Gli inquirenti avrebbero scoperto che, dopo l'elezione a sindaco di Gianni Alemanno, il Campidoglio avrebbe assunto, con chiamata diretta, un migliaio di persone, vicine al sindaco della Capitale alle municipalizzate Atac Ama e Acea

Roma travolta dallo scandalo “parentopoli”. Gli inquirenti avrebbero scoperto che, dopo l'elezione a sindaco di Gianni Alemanno, il Campidoglio avrebbe assunto, con chiamata diretta, un migliaio di persone, vicine al sindaco della Capitale alle municipalizzate Atac Ama e Acea. “Duemila assunzioni costano 70 milioni di euro”, ha accusato l'ex assessore al bilancio della giunta Veltroni, Marco Causi.

Da parte sua, il primo cittadino ha prontamente dichiarato che le assunzioni poco chiare sarebbero solo un'ottantina e poi ha detto che “chi è stato assunto illegalmente deve lasciare il posto di lavoro”. Ma intanto, pochi giorni fa, si era dimesso il capo scorta di Alemanno,  dopo che il suo nome era apparso nell'inchiesta “parentopoli”.

Per Alemanno si tratta solo di un “polverone” e assicura che dall’inizio dell’anno si cambierà registro: “Da gennaio per la prima volta avremo norme così ferree che neppure l'ultimo degli assunti potrà avere l'ombra del dubbio sulle sue spalle”, promette.
Dal canto suo invece la presidente della regione Renata Polverini ha ammesso “i raccomandati ci sono da sempre”.  

Ma l'opposizione non ci sta e usa toni durissimi nell'accusare Alemanno di minimizzare “questo scandalo nazionale delle assunzioni in Campidoglio. Qui non si tratta di qualche caso, ma di migliaia di assunzioni fatte negli ultimi due anni e mezzo con chiamata diretta dalle aziende i cui vertici sono stati nominati direttamente dal sindaco” afferma in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma. Gli fa eco il capogruppo in Campidoglio, Umberto Marroni: “Ormai la destra che governa Roma è al delirio. Invece di dimettere i responsabili di tale disastro attaccano la stampa e tra poco diranno che c'é il complotto pluto-giudaico massonico”.