21/07/2017
13/02/2013

Si allargano le accuse per Formigoni

MILANO - I pubblici ministeri milanesi hanno emesso l'avviso di chiusura indagini, il passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati, Formigoni dovrà rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione

Chiuse le indagini sulla fondazione Maugeri, per il presidente uscente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, le accuse si allargano ancora. Su quel registro della procura di Milano era già stato iscritto, indagato insieme ad altre 16 persone, finora però solo per il reato di corruzione internazionale. E invece adesso che i pubblici ministeri hanno emesso l'avviso di chiusura indagini, il passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati, Formigoni dovrà rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. 

Dai 70 milioni di euro distratti dalle casse della Fondazione Maugeri di Pavia, erano partiti gli inquirenti nell'ennesima inchiesta sulla sanità lombarda, fino ad arrivare però a quegli 8 milioni e mezzo che secondo l'accusa il ‘Celeste’ avrebbe guadagnato personalmente, in "utilità", ovvero viaggi, vacanze, cene, gite sullo yacht e altre amenità delle quali i giornalisti hanno chiesto per mesi conto al Governatore. “Gli scontrini li ho buttati”, ha sempre risposto lui, stizzito anche solo per il fatto di dover giustificare delle vacanze tra amici dove alla fine i conti, diceva, si facevano alla romana.

L'amico dello yacht, ovvero il mediatore d'affari Pierangelo Daccò, è indagato con lui e già in carcere da tempo. Quelle utilità, secondo l'accusa, le avrebbe offerte a Formigoni per far approvare in Regione una quindicina di delibere in favore della fondazione Maugeri, istituto che in dieci anni, tra il 2001 e il 2011, avrebbe stipato milioni di fondi neri all'estero. “Fango”, ha sempre detto il presidente della Regione Lombardia, che però ora i magistrati cominciano a dipingere nientemeno che come il “promotore” di quell’associazione per delinquere. Gruppo d'affari illeciti che tiene dentro anche l'ex assessore alla Sanità Antonio Simone e gli ex vertici della fondazione Maugeri, indagati e prossimi, probabilmente, al processo. “E' una buona notizia sapere che non l'hanno accusato anche di strage” è stato il commento ironico dell'avvocato di Formigoni.