16/04/2014
25/11/2011

Monti: compiti
a casa per l’Italia

A Strasburgo il premier italianio raccoglie l’appoggio da Merkel e Sarkozy. Il vertice a tre si chiude con “l'impegno comune” a “lavorare insieme” per la crescita e la stabilità dell'euro. Le Monde rivela: Il presidente francese irritato, "Strasburgo un fallimento"


stras“Intendiamo dare il nostro contributo per la soluzione di problemi comuni” dichiara l’Italia attraverso il neo premier Mario Monti.  “Continueremo questa discussione a tre”, garantisce il presidente francese Nicolas Sarkozy. “Dobbiamo dare il segnale di lavorare sempre più a stretto contatto” aggiunge il cancelliere tedesco Angela Merkel in tema di Europa. Si chiude all'insegna della “collaborazione” e del comune lavoro da fare “insieme” l’incontro a Strasburgo tra i leader di Francia, Germania e Italia e la promessa di un nuovo meeting, a breve, a Roma.

Guardando al lavoro da fare insieme, Sarkozy riferisce della “determinazione comune” alle “tre principali economie europee” a “fare di tutto per garantire la stabilità dell'euro”. “Siamo tutti e tre determinati a lavorare nello stesso senso” per sostenere la moneta comune e “siamo tutti e tre consapevoli della gravità di questa situazione e abbiamo pensato agli stessi rimedi”. E ancora: “Francia e Germania nei prossimi giorni faranno delle proposte per migliorare la governance della zona euro perchè ci sia più convergenza. Informeremo Mario Monti di queste proposte sperando che l'Italia possa associarsi”.

Una linea confermata dalle parole di Angela Merkel che parla di “volontà costruttive”. “Vogliamo un euro stabile e forte e che questa valuta sia competitiva. Faremo di tutto per difenderlo”. L'impegno è quello di “lavorare insieme per rendere chiaro il messaggio”, di una moneta forte e di
“un'economia competitiva, assieme a un progetto politico per l'euro”. Il cancelliere sottolinea inoltre che “ è stata persa la fiducia nell'Europa. Dobbiamo riconquistarla politicamente con un lavoro insieme e con la collaborazione”. Secondo Berlino “ci vuole un coordinamento politico stretto per arrivare a una moneta stabile”.

Da parte sua il premier Monti spiega di aver “illustrato il programma di governo” ai due partner, ribadendo “l'interesse che l'Italia in primo luogo ha, al di là dei vincoli che riceve dall'Europa di

perseguire gli obiettivi di finanza pubblica in modo rigoroso, con tempi serrati e in modo sostenibile”. Per quanto riguarda in particolare la sostenibilità “c’è stata un'approfondita discussione”. “Sostenibilità vuol dire crescita - spiega il professore - e crescita non inflazionistica vuol dire riforme strutturali”. E su questo fronte il nuovo esecutivo intende muoversi con rapidità.

Monti conferma e inoltre il pareggio di bilancio per il 2013, “obiettivo che non è in discussione”. “Esiste un problema più generale di che cosa accade se si entra in una fase recessiva, o un una fase recessiva maggiore del previsto, se, quando e come si debba fare un aggiustamento per tenere conto
della valutazione del ciclo. E’ un tema che può porsi a livello di Unione: è doveroso per ogni Paese fare il compito a casa. Noi intendiamo fare il nostro compito a casa - garantisce richiamando un'espressione usata dalla Merkel – e intendiamo anche dare il nostro contributo per la soluzione dei problemi comuni “facendo proposte su” come aggiustare i programmi alla luce del ciclo”.

Quindi, rispondendo a una domanda sugli eurobond, spiega Monti: “Dobbiamo andare verso un'unione fiscale se vogliamo dare stabilità radicale all'Eurozona. In questo contesto, molti temi a mio giudizio si sdrammatizzano, e gli stability bond potrebbero dare un contributo significativo”.  A dispetto dell'ufficialità, delle dichiarazioni congiunte, dei sorrisi e delle strette di mano, il vertice di Strasburgo cela mostra preoccupazioni. Secondo Arnaud Leparmentier, giornalista di Le Monde che segue l'Eliseo, Nicolas Sarkozy "é particolarmente irritato dopo il fallimento del summit".  I tre "hanno deciso di non parlare della Bce" perché "in disaccordo totale sul suo ruolo" per salvare l'euro.