18/05/2013
07/06/2012

Siria, ennesimo massacro di civili

SIRIA - Un centinaio di persone, tra cui donne e bambini, sarebbero state uccise nella regione di Hama, nel centro del Paese. Il governo smentisce e attribuisce la responsabilità a un gruppo terroristico

SIRIA - Ancora un massacro in Siria. Un centinaio di persone, tra cui donne e bambini, sarebbero state uccise nella regione di Hama, nel centro del Paese. Lo ha detto il Consiglio Nazionale Siriano (Cns), che accusa le truppe di Assad.

Dopo un furioso bombardamento, i miliziani di regime sarebbero penetrati in due villaggi alla periferia di Hama ed avrebbero fucilato ed addirittura accoltellato civili inermi. Dodici cadaveri sarebbero stati anche bruciati. "Abbiamo un centinaio di morti nei villaggi di al-Kubeir e Maarzaf, tra cui 20 donne e 20 bambini", ha denunciato Mohammed Sermini, portavoce del Cns, che ha puntato il dito contro le forze governative e ha invitato gli osservatori internazionali, incaricati di far rispettare il cessate il fuoco in vigore dal 12 aprile scorso, a recarsi subito sul luogo del nuovo massacro. 

Il governo siriano come sempre ha smentito il proprio coinvolgimento: "Quel che alcuni media segnalano sia accaduto ad al-Koubeir, nella regione di Hama, è completamente falso", ha fatto in una dichiarazione alla tv di Stato. "Un gruppo terroristico ha commesso un crimine odioso nei pressi di Hama che ha fatto 9 vittime" .

Intanto, questa sera a Istanbul, in Turchia, si riunisce il Gruppo degli Amici della Siria per discutere le possibilità di una soluzione democratica alla crisi in atto. Dal palazzo di vetro delle Nazioni Unite, l'inviato speciale in Siria, Kofi Annan, ha annunciato che presenterà al Consiglio di Sicurezza una nuova proposta per tentare di salvare dal fallimento il suo piano di pace. Secondo fonti diplomatiche, Annan punta alla creazione di un 'Gruppo di contatto' di potenze mondiali come Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, e dei principali attori regionali influenti sul governo di Damasco o sull'opposizione, come Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Iran.