21/10/2014
17/04/2012

Dimissioni e diamanti

Le dimissioni sono quelle di Davide Boni, presidente leghista del Consiglio Regionale della Lombardia,coinvolto nell'inchiesta per tangenti nel settore edilizio. I diamanti sono quelli che ha restituito oggi pomeriggio l'ex tesoriere Belsito

Ci ha messo un po’ Davide Boni a lasciare la poltrona di presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, ma la decisione oggi è arrivata, dopo un avviso di garanzia nell'inchiesta per tangenti nel settore edilizio, ma soprattutto dopo il passo indietro di Umberto Bossi. “Perché l'addio nel mio caso - dice Boni - è stato solo un dovere morale, se hai i globuli verdi nel sangue e il Capo si dimette tu senti di dover fare lo stesso anche se nessuno te lo chiede”. E a lui, nonostante l'inchiesta per corruzione che ipotizza mazzette superiori al milione di euro, nessuno l'ha chiesto. “Non vorrei parafrasare qualcuno – continua Boni - io non ho obbedito né a Bossi né a Maroni”.

L'ultima a non obbedire a un ordine era stata Rosy Mauro, a lei si riferisce Boni, espulsa poi d'imperio dai triumviri pochi giorni prima delle dimissioni dell'assessore lombardo Monica Rizzi e pochi giorni dopo quelle del consigliere Renzo Bossi. Insomma, al Pirellone e a via Bellerio ormai si fa fatica a tenere il conto delle sedie vuote.

Faticoso anche districarsi tra filoni e faldoni di una inchiesta tentacolare, quella sui conti opachi del partito, che continua ad arricchirsi di dettagli. L'aggiornamento, ieri, era arrivato dalla procura di Milano: “c'é un buco nei bilanci del Carroccio di 600mila euro”, avevano fatto trapelare i magistrati, soldi pubblici per rimborsi elettorali che sarebbero stati trasformati in diamanti e lingotti d'oro, consegnati alla triade Belsito, Stiffoni, Mauro, spartiti con precisione matematica e infine svaniti nel nulla. Mentre gli uomini della guardia di finanza tornavano in via Bellerio per la caccia al tesoro, il senatore Stiffoni e il vice presidente Mauro si precipitavano a smentire e minacciare querele.

L'ultimo colpo di scena della tragicommedia padana, però, arriva nel tardo pomeriggio e sembra raccontare un'altra storia: il tesoriere Belsito tira fuori il maltolto e consegna alla finanza 11 diamanti, 11 lingotti d'oro per 5 chili complessivi e pure un'auto usata dal Trota. Un diamante è per sempre, dicevano in tv qualche tempo fa, un partito chissà, verrebbe da dire oggi.