30/08/2014
23/02/2011

No all'aumento
dei pedaggi

No agli aumenti del pedaggio sulle strade gestite dall’Anas e no alla trasformazione del Grande raccordo anulare di Roma in strada a pagamento. Lo ha deciso il Tar del Lazio

No agli aumenti del pedaggio sulle strade gestite dall’Anas e no alla trasformazione del Grande raccordo anulare di Roma in strada a pagamento. Lo ha deciso il Tar del Lazio, che ha annullato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 25 giugno 2010.

I giudici amministrativi della I sezione si sono così pronunciati con una sentenza sui ricorsi proposti dalla Provincia di Roma (al cui fianco si sono schierati 41 comuni del Lazio), Firenze, Rieti, Ferrara e Pescara, e anche dalla regione Toscana, dal comune di Fiano Romano e dal Movimento dei cittadini.

Secondo il Tar "non vi sarebbe la necessaria ed imprescindibile corrispondenza tra chi è tenuto al pagamento del pedaggio e quanti utilizzano le tratte di strada interessate dal provvedimento - si legge nella sentenza - La tariffa, al pari della tassa, è dovuta per la fruizione di un servizio a domanda individuale, secondo il principio del 'beneficio', in ragione del quale il pagamento è dovuto da chi riceve l'utilità, che si contrappone al criterio della 'capacità contributiva' alla base del sistema delle imposte".

Per i giudici amministrativi: "Nel caso di specie, la tariffa ha natura di corrispettivo per la fruizione di un servizio 'divisibile', sicché la stessa deve essere ontologicamente posta a carico del soggetto che fruisce del servizio, vale a dire dell'infrastruttura in gestione diretta Anas. Viceversa, la ricorrente ha fatto presente che, per otto stazioni di esazione che interferiscono sul territorio provinciale, non sussisterebbe la necessaria interconnessione con le tratte di strade in gestione diretta Anas soggette al nuovo pedaggio".
 
Il Tribunale amministrativo aveva già accolto precedentemente il ricorso, congelando temporaneamente l'aumento.