18/01/2019
09/01/2019

Nuove strategie aziendali. Quando il premio si trasforma in tempo libero

Crescono nelle aziende i programmi che favoriscono maggiore flessibilità




Barattare una busta paga più leggera con tempo libero, riuscire a conciliare meglio lavoro e famiglia, sono opzioni che trovano sempre più spazio nei contratti integrativi aziendali. Insomma si sta facendo strada una forza lavoro che tende a valorizzare di più la qualità della vita e che porta a personalizzare in modo maggiore i rapporti di lavoro.

E così ci sono aziende che permettono di riconvertire il premio aziendale in ore libere, ottenendo fino a un massimo di 5 giorni di permesso. Altre che danno la possibilità di usare quote di tredicesima in permessi o predispongono bonus per chi smaltisce il cento per cento delle ferie.

Una novità rispetto al passato quando durante le contrattazioni aziendali l’obiettivo fondamentale era portare a casa solo aumenti di denaro.

Lo hanno fatto ad esempio le industrie Ducati, Marposs, Samp, Bonfiglioli, Lamborghini, ricevendo una risposta quasi unanime: i lavoratori (dipendenti) preferiscono in prevalenza avere un’ora in più di tempo libero che soldi, magari di straordinario, in più. La risorsa più preziosa, nel Paese in cui la conciliazione tra lavoro e famiglia è ancora un’utopia, è dunque quella del tempo, specie per chi ha figli e molta voglia di passare più ore con loro, con il risultato di risparmiare, tra l’altro, su baby sitter e altre figure di cura, oppure passando una preziosa settimana di vacanze di più insieme, invece che pagare l’ennesimo corso estivo.

C’è poi un altro aspetto al quale i lavoratori tengono sempre di più e che in molti vorrebbero poter fare durante l’orario di lavoro: lo sport, strumento utile non solo per la prevenzione e per il benessere psicologico, ma anche per lavorare meglio (e far scendere le assenze per malattia). Lo hanno capito infatti in Svezia, dove ormai le aziende lasciano liberi i lavoratori di allenarsi o forniscono palestre e corsi perché i dipendenti possano fare sport durante l’orario di lavoro.

Più in generale, il tema è quello del welfare aziendale, che oggi rappresenta  per molti lavoratori una sfera molto più appetibile dei soldi.

Parliamo di smart working, molto amato dai dipendenti che possono passare uno o più giorni lavorando da casa, assistenza sanitaria integrativa, anche estesa ai familiari, buoni pasto, aiuti per pagare gli asili nido, trasporto casa-lavoro, istruzione e formazione, assistenza a familiari non autosufficienti, borse di studio per i figli dei dipendenti.

Come ha spiegato il 1 Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale del 2018, il 58,7% dei lavoratori è a favore di queste iniziative. Lo sono soprattutto i laureati, i lavoratori con bambini piccoli, i lavoratori con redditi medio alti. Tra i servizi più richiesti, secondo il Censis, ci sono prestazioni legate alla sanità, alla previdenza integrativa, al trasporto da casa (ad esempio abbonamento ai mezzi pubblici), asili nido e centri vacanze, rimborsi per le spese scolastiche.