23/04/2014
25/04/2012

Malaria, una strage silenziosa

Ridurre la malaria è uno degli obiettivi del millennio, ma a tre anni dal termine fissato le vittime sono oltre 650mila e ogni giorno muoiono 485 bambini

"Fermare la malaria entro il 2015 e ridurre gradualmente l'incidenza delle altre principali malattie". E' uno degli otto obiettivi del millennio approvati nel 2000 dai leader mondiali. Ma a tre anni dal termine fissato, di malaria si continua a morire.

Ogni anno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che le vittime di questa subdola malattia infettiva sono oltre 650mila. Una strage silenziosa che colpisce nel 95 per cento dei casi i paesi dell'Africa subsahariana. "E’ una tragedia senza senso - spiega Robert Newman dell'Oms - sappiamo esattamente come prevenire la malaria, come diagnosticarla e come curarla. Negli ultimi dieci anni, grazie agli sforzi compiuti, il tasso di mortalità si è ridotto di un terzo nei 40 paesi più colpiti dal fenomeno”.

Nonostante questo, la malaria uccide ogni giorno 485 bambini sotto i cinque anni. La situazione più drammatica nella Repubblica Democratica del Congo. "Nel paese mancano farmaci adeguati, forniture mediche e personale qualificato", è la denuncia di Medici Senza Frontiere, che nei primi mesi del 2012 ha curato in Congo 85mila casi di malaria.  Ma il trattamento al di fuori delle città resta particolarmente difficile. Le equipe dell'organizzazione umanitaria fondata 41 anni fa sono impegnate a distribuire zanzariere e medicinali con ogni mezzo, ma raggiungere tutti spesso diventa impossibile.