12/12/2017
04/12/2017

La crescita incontrollata dei boschi in Italia

11 milioni di ettari di vegetazione con un aumento del 5% l'anno a scapito di pascoli e coltivazioni

In Italia, di anno in anno, le foreste avanzano inesorabili e la superficie boschiva aumenta sempre di più nonostante la  distruzione fatta dagli incendi la scorsa estate.
Selve in crescita dunque. Ben 11 milioni di ettari, il 5 % in più ogni anno, 210 alberi a persona che fanno dell’Italia il sesto Paese boscoso dell’Europa, dopo Svezia, Finlandia, Spagna,  Francia e Germania. In 30 anni i boschi hanno conquistato oltre 3 milioni di ettari.
E oggi coprono un terzo della nostra penisola. Ma tutto questo è una bella notizia? In realtà non tanto. Il nostro è il periodo di gran lunga più alberato della storia, non tanto per politiche mirate, quanto per scarsa manutenzione.

In media solo 1.700 ettari l'anno di foreste sono  dovute  a interventi di rimboschimento. Per il resto i boschi si sono impossessati di terreni prima coltivati e ora abbandonati. Gli 843 mila contadini presenti  in Italia lavorano molto meno terreno di una volta e dove non arriva il trattore crescono alberi, dove c’erano orti nascono terreni incolti, franano terrazzamenti e i rivi d’acqua  si intasano di tronchi e arbusti.


La storia recente delle foreste italiane è legata a doppio filo all'abbandono delle aree rurali. Una storia che comincia più o meno negli anni Cinquanta. Fino ad allora si stimava vi fossero circa 4 milioni di ettari di bosco contro gli 11 di oggi. Con una differenza. Sono alberi molto meno curati di una volta. E le foreste impenetrabili sono quasi indifendibili in caso di incendio.
Abbiamo avuto molti esempi a riguardo negli ultimi anni: dalla Sardegna, alla Calabria, alla Puglia. Spesso è impossibile entrare nel bosco per spegnere le fiamme e l'unica alternativa è quella dei Canadair, ma a volte neanche questi bastano. Un altro dato importante è che ogni anno si utilizza (cioè si taglia) solo il 30% della nuova superficie boschiva. Significa che, ogni anno, per 100 nuovi alberi che nascono se ne tagliano 30.
Mentre in Europa si preleva, in media, il 60% della nuova biomassa e in Paesi come l'Austria si supera il 90%.

Il  risultato è che poi l'Italia importa più dell'80% di  legna dall'estero nonostante ne abbiamo nei nostri boschi tantissima e nonostante la nostra  industria del legno sia la prima in Europa con un fatturato superiore persino all'Ikea.