23/09/2017
12/07/2017

Rapporto Oms-Unicef: 2 miliardi di persone nel mondo senza acqua potabile

4 miliardi le persone che non hanno in casa servizi igienico-sanitari




Sono dati drammatici  quelli appena pubblicati nel Rapporto 2017 Oms-Unicef. Oltre due miliardi di persone nel mondo ancora oggi sono senza acqua potabile e il doppio di loro non ha accesso a servizi igienico-sanitari.

Numeri che si collegano ad un altro dato allarmante e cioè che ogni anno 361.000 bambini sotto i 5 anni muoiono  per diarrea a causa di malattie come colera, epatite A e tifo. 

Ecco alcuni  dati del Rapporto: dei 2 miliardi di persone che non hanno acqua pulita a casa, 263 milioni sono costrette  a fare lunghi viaggi per raggiungere le  fonti più vicine e 159 milioni bevono ancora da fiumi o laghi.

In 90 paesi i progressi per garantire  servizi igienico-sanitari sono troppo lenti e probabilmente gli obiettivi stabiliti, di una copertura universale entro il 2030, non saranno raggiunti. 

Oltre 4 miliardi di persone non riesce poi a usufruire di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e  la metà di loro non ha un bagno in casa 

"Eppure - ha  dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - si tratta di requisiti basilari per la salute che tutti i Paesi dovrebbero poter garantire . Diritti fondamentali che non devono essere un privilegio solo di persone benestanti ma  necessari per costruire società più forti  e più eque". 

"Ci sono case, ospedali e tante scuole nel mondo che  non hanno ancora sapone e acqua anche solo per la pulizia delle mani - ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF “Ad essere più esposti alle malattie sono quindi i bambini. A loro dobbiamo dare una possibilità più giusta di un domani migliore”.

Secondo il nuovo rapporto, l’accesso ad acqua e sapone  varia in maniera consistente nei 70 paesi per i quali i dati sono disponibili e cioè dal 15% della popolazione in Africa Sub sahariana al 76% in Africa Occidentale e Africa Nord Orientale.

Situazione ancora più drammatica nei Paesi colpiti dalla guerra.

Qui i bambini hanno  possibilità 4 volte inferiori di utilizzare servizi idrici di base e 2 volte inferiori  di usare servizi igienico-sanitari rispetto ai bambini in altri paesi.