14/12/2018
13/03/2018

Unicef. Troppi i bambini siriani con disabilità. Aiutiamoli

3,3 milioni i minori esposti a mine e ordigni



Un anno terribile, il 2017, per i bambini siriani, stremati  da una guerra ininterrotta che ha ucciso  il numero di minori  più alto di sempre, il 50% in più rispetto al 2016. Il conflitto è attualmente la prima causa di morte fra gli adolescenti nel Paese.

Per questo l’Unicef lancia un nuovo allarme in particolare per i bambini con disabilità, che rischiano di rimanere esclusi e dimenticati. 3,3 milioni sono oggi  i bambini in Siria  esposti  al pericolo di incorrere in esplosivi, fra cui mine, ordigni inesplosi e 5.3 milioni quelli che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Di questi, 170 mila vivono sotto assedio; 2,8 milioni gli sfollati interni e 2,6 milioni quelli  rifugiati nei paesi vicini. E ancora. 961 bambini sono stati reclutati in combattimento. Nel 2017 il numero è stato tre volte maggiore rispetto al 2015. Quasi 10.000 bambini rifugiati siriani sono non accompagnati o separati, e molti di loro sono vulnerabili allo sfruttamento, compreso il lavoro minorile.

“Durante un conflitto, i bambini con disabilità sono fra i più vulnerabili”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell'UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Spesso richiedono cure e servizi specializzati. Senza accesso ai servizi, alle scuole e ai mezzi per l'assistenza molti bambini con disabilità affrontano un rischio molto concreto di rimanere esclusi, abbandonati e stigmatizzati, mentre il conflitto continua inesorabilmente”.

I Paesi limitrofi, già di per sé fragili a causa dell'instabilità e della stagnazione economica, stanno ospitando oltre il 90% di tutti i rifugiati dalla Siria. Per le famiglie che hanno bambini con disabilità, la sfida è doppia. Ma “nonostante le ferite e lo sfollamento, la loro determinazione non conosce confini”, ha dichiarato Cappelaere. “Quando a questi bambini e alle loro famiglie è stato fornito il supporto e i servizi di cui avevano bisogno, hanno superato le sfide e compiuto imprese straordinarie per rivendicare la loro infanzia”.
Per questo  l’Unicef chiede un supporto agli Stati di 1,3 miliardi di dollari per portare avanti i suoi programmi. Parliamo di investimenti nella fornitura di supporti salvavita ,servizi di riabilitazione a lungo termine e  programmi per rendere i servizi pubblici effettivamente inclusivi.
“Oltre ai mattoni e alle pietre, conclude l’Unicef, servono una ripresa e una pace duratura per ricucire il tessuto sociale lacerato e per riportare una cultura di tolleranza e diversità che tenga unite le comunità”.