Rai, Cda fumata bianca
ROMA - Tobagi: “E' un incarico difficile di grande responsabilità. Cercheremo di fare del nostro meglio”
“Si è aperto un varco che può cambiare il rapporto tra politica e azienda, qualcosa da oggi non sarà più come prima. Possiamo compiacerci al di là di imprecisioni, incongruenze, contraddizioni e malesseri”, racconta Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, dopo l'elezione dei 7 membri del Cda dell'azienda radiotelevisiva.
Quattro le votazioni prima di arrivare a quella buona, polemiche che si trascinavano da un mese, da quando il governo ha indicato i suoi nomi, dando un segnale chiaro ai partiti. Anna Maria Tarantola e Marco Pinto, consigliere indicato dal Tesoro. La prima sarà la presidente, cioè la guida del Cda viene da Bankitalia, un'esperta di conti. L'ultimo atto sarà la nomina del direttore generale, ruolo per cui Monti ha indicato il manager Luigi Gubitosi.
In commissione l'unico che non ha votato è stato il radicale Beltrandi, “Sono logiche di spartizione”, aveva detto A viale Mazzini quattro new entry, tre i consiglieri riconfermati. Tra questi Rodolfo De Laurentiis, indicato dal Terzo polo, mentre il Pdl che ha confermato Guglielmo Rositani e Antonio Verro ha poi votato Antonio Pilati, esperto di comunicazione, considerato uno dei padri della legge Gasparri. E con la Lega il Popolo della Libertà ha eletto anche Luisa Todini, una nota imprenditrice, ex eurodeputata di Fi, col Carroccio che sottolinea di aver solo aderito all'indicazione di Confindustria.
Il Pd invece si è fatto suggerire da alcune associazioni i nomi su cui convergere: Gherardo Colombo, storico magistrato di Mani Pulite, ora in pensione, presidente della Garzanti e Benedetta Tobagi, scrittrice. “E' un incarico difficile di grande responsabilità - commenta a caldo la figlia del giornalista assassinato dalle Br - quello che è successo con le nostre nomine dà la dimensione dei problemi che dovremo affrontare. Cercheremo di fare del nostro meglio”.





