Draghi: “Ancora tanto lavoro per uscire dalla crisi”
BRUXELLES - Primi segni positivi, ma la strada è ancora lunga. Ecofin a consulto su Spagna e Grecia. La Fed fa volare le borse
E’ “difficile dire” quanto durerà l'effetto positivo sui mercati dopo l'annuncio della Bce di poter procedere ad acquisti dei titoli di stato ma “c’è una lunga strada ancora da fare”. Questo afferma il presidente Bce Mario Draghi secondo cui ora si vedono i primi effetti “del ristabilimento della politica monetaria”. Quanto all'attivazione del piano anti-spread, ribadisce, esso richiede “strette ed efficaci condizioni”.
L'Europa sta già vedendo “positivi risultati” dall'annuncio della Banca centrale europea di essere pronta ad acquisti illimitati di titoli pubblici emessi da paesi dell'eurozona, dichiara Draghi, in una intervista al giornale Suddeutsche Zeitung. Il presidente Bce ammette di dover ancora lavorare per convincere la Germania e per questo andrà a spiegare al Bundestag tedesco le ragioni del meccanismo anti-spread dell'Eurotower. Intanto c’è soddisfazione per i risultati di Italia e Spagna che, dichiara il commissario Olli Rehn, “hanno preso azioni molto determinate. Non c’è spazio per compiacimento, ma rispetto a sei mesi fa si sta andando nella buona direzione”.
Sul fronte italiano i sacrifici qualche risultato lo hanno prodotto. Arretra leggermente il nostro debito pubblico e il Tesoro è riuscito a vendere oggi 4 miliardi titoli con scadenza tre anni in cambio di un rendimento quasi dimezzato rispetto a luglio. Ciò vuol dire che gli investitori internazionali si fidano di più. Se dopo un anno di cura Monti il recupero della credibilità procede, tanti sacrifici però fanno male all'economia reale. A lanciare l'allarme crescita è Confindustria secondo la quale gli effetti sulla nostra economia sono addirittura più nefasti di quelli della Prima Guerra mondiale. La nostra ricchezza nazionale scenderà del 2,4 %.
La ripresa si allontana e, forse, riprenderà solo dall'estate dell'anno prossimo. Quindi segno meno anche nel 2013, con il il pil il calo dello 0,6 per cento. Più marcato delle stime di giugno. La recessione, a sua volta, ha la faccia dei tanti, troppi disoccupati. A fine 2013 tra senza lavoro e cassintegrati si arriverà al 13,9 per cento. Numeri che preoccupano il presidente di Confindustria Squinzi e confermano la sua tesi che questo sarà un autunno bollente.
Tra aziende che chiudono e lavoro che manca l'altra faccia di questa guerra economica è il crollo dei consumi del 3,6 per cento, tornati ai livelli di 15 anni fa. Anche perchè calcola Confcommercio - le spese fisse sono raddoppiate e mangiano il 40 per cento delle spese familiari. Se si consuma meno le imprese producono meno. Un avvitamento che per Confindustria rischia di aggravarsi in primavera per effetto dell'incertezza legata alle prossime elezioni politiche. Risultato al quale guarda il presidente Squinzi che sull'ipotesi Monti bis frena.
I mercati europei incassano l'annuncio della Federal reserve a sostegno dell'economia statunitense e chiudono in territorio positivo. Bene Piazza Affari + 2,34%. Londra sale dell'1,64%, Francoforte avanza dell'1,39%, Parigi + 2,27%, Madrid + 2,75%, infine Atene tiene, con un rialzo dello 0,09%. Lo spread tra il Btp e il Bund chiude la settimana in calo a 331 punti base, da 345 punti di ieri.





