21/12/2014
19/09/2012

Francia, vietato corteo contro il film su Maometto

ESTERI - Ieri l’annuncio da parte del settimanale satirico francese Charlie Hegbo della pubblicazione di nuove vignette su Maometto, oggi la pubblicazione e il settimanale sta andando a ruba. In queste ore la redazione di Charlie Hebdo "ha ricevuto minacce e intimidazioni"

Ieri l’annuncio da parte del settimanale satirico francese Charlie Hegbo della pubblicazione di nuove vignette su Maometto, oggi la pubblicazione e il settimanale sta andando a ruba. Insomma oltralpe si rischia di gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche contro il film blasfemo sul Profeta e sui social network francesi intanto si evoca l'ipotesi di manifestazioni sabato contro il film anti-islam. In queste ore la redazione di Charlie Hebdo "ha ricevuto minacce e intimidazioni". "Ma non ci piegheremo": lo ha detto una delle redattrici del settimanale, Zineb El Rhazoui, intervistata dall'ANSA nella sede del giornale. Il sito del settimanale, ha annunciato la redazione, "è stato piratato".


Ma il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha già fatto sapere che è stata presentata una richiesta di autorizzazione per una manifestazione, "ma sarà opposto un divieto". "Non c'é ragione di lasciar entrare nel nostro Paese conflitti che nulla hanno a che vedere con la Francia", ha detto alla radio Rtl. Il premier ha ricordato che in Francia “c'é la possibilità di un ricorso alla magistratura per chi si sente offeso dalle caricature o da presunte offese a Maometto o all'islam”.

Poi ha continuato: “Siamo in una repubblica che non ha assolutamente intenzione di lasciarsi intimidire da alcuno in merito ai suoi valori. Non tollereremo eccessi". Poi ha reso omaggio al "grande spirito di responsabilità e di moderazione dei responsabili del culto musulmano. Sono gruppi minoritari che vogliono sfruttare la situazione - ha detto con riferimento alla richiesta di manifestazione - la Repubblica non si lascerà sopraffare. Siamo in un paese in cui è garantita anche la libertà di caricatura e se qualcuno si sente offeso può rivolgersi ai tribunali" ha concluso il primo ministro francese.