22/11/2017
10/07/2017

Italia cementificata. Ogni secondo 4 metri quadrati di suolo "mangiato"

L'allarme dell'Ispra, Istituto Superiore per la protezione ambientale



Il consumo di suolo in Italia rallenta rispetto al passato, ma il cemento guadagna ancora un segno più. Colpa, soprattutto, di una crisi economica che non ha favorito politiche adeguate di pianificazione e tutela del territorio. È la fotografia scattata nell'ultimo rapporto Ispra, Istituto  superiore per la protezione ambientale, sul consumo di suolo 2016.
Un fenomeno che viaggia alla velocità di 4 metri quadrati 'mangiati' ogni secondo, per un totale di 35 ettari al giorno, ovvero 250 km quadrati in un biennio. E che ci costerà 800 milioni di euro l'anno. A questo si aggiunge - denuncia la Coldiretti - che abbiamo detto addio in 25 anni a un quarto dei campi coltivabili.

Secondo  l’ISTAT infatti, dal secondo dopoguerra ad oggi, si è avuta in Italia una repentina riduzione delle superfici agricole, pari a più di 10 milioni di ettari, a causa dei mutamenti socioeconomici legati in particolare allo sviluppo della urbanizzazione. Solo negli ultimi 10 anni nel nostro Paese abbiamo perso circa 1.5 milioni ettari di superficie agricola utilizzata  che oggi ammonta complessivamente a 12.885.000 ettari.

È per questo che l'Ispra lancia l’allarme: è urgente assicurare un reale contenimento del consumo di suolo, soprattutto nelle aree a rischio idrogeologico o sismico, dando ai Comuni indicazioni chiare e strumenti utili. "L’obiettivo non è bloccare il settore edilizio - sostiene l'Ispra - bensì promuovere un’edilizia di qualità, sostenibile nell’uso delle risorse ambientali". 

Sono soprattutto le aree interne, in delicato equilibrio, ad essere colpite. Negli ultimi 50 anni nei Comuni della dorsale appenninica localizzati nelle aree a maggior rischio sismico (sono 1.750 i Comuni che sorgono nelle zone classificate 1 e 2, il 22% del totale dei Comuni italiani), si scopre che l’espansione urbana è andata avanti ad un ritmo del 3% l’anno, occupando nuove aree per un totale di circa 2.200 km2 (pari all’attuale superficie urbanizzata della regione Emilia Romagna).