17/02/2020
10/02/2020

Si beve meno latte. Le aziende salvate dai formaggi

In Italia 11 milioni di tonnellate prodotte ogni anno. Consumi giù del 20%



Un calo inesorabile che dura ormai da tempo. Nel mondo occidentale non si beve più latte o almeno molto poco.


Secondo statistiche ufficiali negli Stati Uniti si è passati da 112 chili di latte a persona, bevuti negli anni 70, ai 66 di oggi. Un consumo dimezzato che da poco ha portato alla bancarotta i primi produttori americani di latte. Giganti da oltre un miliardo di dollari di fatturato l’anno, con produzioni superiori ai due milioni di tonnellate.

Il motivo è presto detto. I nuovi stili di vita, ma soprattutto la mancata capacità statunitense di diversificare la produzione con il formaggio fresco.

Solo da poco infatti negli Usa si è sviluppata una produzione casearia più sofisticata, mentre fino a poco tempo fa le aziende erano concentrate su un solo tipo di formaggio da fare a fette.

Per salvarsi dal disastro ci vorrà un po’ di tempo, mentre in Italia la situazione è migliore. Questo perché negli anni, anche per le nostre diverse abitudini alimentari, le aziende sono riuscite a riconvertire la produzione di latte fresco, oggi non molto richiesta, in prodotti caseari diversi. E probabilmente se non si fosse scelto di spingere sulla diversificazione e sull’innovazione i risultati sarebbero disastrosi anche da noi.

Non dimentichiamo che comunque l’Italia è ancora un Paese non autosufficiente per la produzione di latte. Ne beviamo meno, ma ne importiamo ancora.

Ogni anno da noi se ne producono 11 milioni di tonnellate e rispetto a 5 anni fa i consumi sono diminuiti del 20%. Di piccoli produttori ne sono rimasti sempre meno assorbiti dai giganti del settore e solo chi ha puntato sulla diversificazione riesce a resistere.

Importante sono stati anche gli investimenti in nuove tecnologie, nuovi formati, imballaggi, contenuti di grassi. Inoltre da noi c’è stata negli anni una grande crescita dei consumi fuori casa.
Si fanno meno colazioni ma di cappuccini al bar se ne beve sempre di più. Una tendenza che sta portando le aziende del settore a sviluppare prodotti ad hoc per questo canale.
Insomma è difficile che i marchi italiani muoiano se sapranno però adeguarsi alle nuove richieste del mercato e soprattutto se le piccole aziende perseguiranno la strada dell’aggregazione.