20/06/2019
11/06/2019

Lavoro minorile. Un bambino su 10 sfruttato nel mondo. Unicef:pochi risultati

Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Più penalizzate le bambine




Una giornata, quella del 12 giugno, dedicata allo sfruttamento del lavoro minorile nel mondo che ancora oggi ha numeri da capogiro.

Quasi 1 bambino su 10 ne è vittima e in Africa il dato diventa 1 su 5.

L’Unicef ormai da anni denuncia questa condizione e lamenta i pochi progressi che sono stati fatti dai Paesi più coinvolti.Tra il 2008 e il 2012 il lavoro minorile è diminuito nel mondo solo dell’1% e a soffrirne di più sono le ragazze le cui condizioni sono nettamente peggiori.

Ai tassi attuali di progresso, 121 milioni di bambini saranno ancora vittime di lavoro minorile nel 2025, 52 milioni impiegati in lavori pericolosi.

Tra i settori più a rischio: agricoltura, manifattura, lavoro nelle miniere, nelle cave e nelle case. E proprio i lavori domestici sono i più difficili da stimare perché non vengono quasi mai denunciati. Un dato più o meno attendibile parla di 15.5 milioni di ragazzi, anche molto piccoli, che lavorano in famiglia affrontando ogni giorno pericoli di ogni tipo.

C’è poi l’incidenza del lavoro minorile nei Paesi colpiti dai conflitti armati dove vivono circa 250 milioni di bambini. Qui lo sfruttamento è più alto del 77% rispetto alla media globale, mentre la percentuale di lavori pericolosi è maggiore del 50%.

“Tutto questo, ha detto il Presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo, è sia causa che conseguenza della povertà, rinforza le disuguaglianze sociali e la discriminazione, priva i bambini di un futuro prospero e mina al benessere sia dello Stato sia dell’individuo. È stato dimostrato che il lavoro minorile compromette direttamente l’istruzione, la salute e di conseguenza ostacola le capacità dei ragazzi e delle famiglie di trarre beneficio da opportunità di sviluppo sociale ed economico”.

Praticamente in tutto il mondo i bambini e le bambine hanno le stesse probabilità di sfruttamento nel lavoro ad eccezione dell’America Latina e dei Caraibi dove i ragazzi sono più coinvolti rispetto alle ragazze con un rapporto che passa dal 13 all’8%.

In Africa Centrale e Occidentale per entrambi la percentuale si attesta attorno al 32%; in Africa Subsahariana al 30%, in Africa Meridionale e Orientale i ragazzi sono al 27% contro il 24% delle ragazze, mentre in Medio Oriente e in Nord Africa l’8% contro il 6%.

Negli anni la stretta collaborazione dell’Unicef con i governi nazionali e locali ha portato a molti risultati. In India, per esempio, 12 Stati hanno sviluppato da poco un piano d’azione contro il lavoro minorile e 8 hanno aumentato i loro programmi per prevenire e porre fine a questa pratica.

Ma c’è ancora molto da fare, denuncia l’Unicef, soprattutto nella raccolta dati dei governi, nel cambiare le norme sociali e nel promuovere iniziative e programmi di protezione per i minori.