19/09/2019
16/07/2019

Boom del turismo in bici. Giro d’affari di  2 miliardi

I grandi studi di architettura impegnati nel mondo su soluzioni innovative per il trasporto su due ruote



Turisti e non solo sempre più sulle due ruote. La bicicletta sta diventando il termometro per segnalare lo stato di salute delle città. Un modo intelligente non solo per rispondere all’emergenza climatica, ma anche per creare un senso di comunità, un’economia più sostenibile e uno stile di vita più sano.


Ma partiamo dai dati italiani.

Cresce il numero di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando. Nel 2018 i cicloturisti rilevati nelle strutture ricettive e nelle abitazioni private hanno raggiunto i 77,6 milioni, l'8,4% dell'intero movimento turistico in Italia. Ed è un fenomeno in notevole crescita: i cicloturisti in 5 anni, dal 2013 al 2018, sono aumentati del 41% e attualmente generano un valore economico pari a 7,6 miliardi di euro all'anno. I dati emergono dal primo rapporto Cicloturismo e cicloturisti in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente.

È poi di 12 miliardi di euro il Pib, che è il Prodotto interno bici, il giro d'affari generato dagli spostamenti a pedali in Italia, calcolando la produzione di bici e accessori, delle ciclo-vacanze e di tutto l’indotto prodotto dal mondo delle due ruote.

I turisti che ogni anno in Italia percorrono in bicicletta tutto il loro itinerario sono circa 1,85 milioni, mentre chi usa la bicicletta a destinazione – avendola al seguito, o noleggiandola sul posto – sono circa 4,18 milioni di persone. A questi si aggiungono gli oltre 700mila ciclisti urbani, che usano ogni giorno la bicicletta sui percorsi casa-lavoro o altro, che portano il totale a circa 6,73 milioni di persone.

Ma negli altri Paesi europei si pedala molto più. Da noi sono stimate circa 440 bici ogni 1.000 abitanti, mentre nei Paesi Bassi o in Germania il rapporto è quasi di 1 a 1. Eppure dal solo settore produttivo della bicicletta arrivano 1,3 miliardi di euro l'anno, per oltre 1,7 milioni di pezzi venduti, con un export in crescita del 15,2% (dati 2017).

Ed è partendo da questi numeri che oggi i più grandi studi di architettura mondiali fanno a gara per disegnare soluzioni avveniristiche che facilitino il trasporto su due ruote.

Alcune di queste sono state mostrate nella recente edizione del Bab, la Bicycle Architecture Biennale di Amsterdam e ora gireranno il mondo.

Uno studio è stato per esempio fatto nella cittadina universitaria di Utrecht sempre in Olanda e ha portato alla realizzazione di quasi 13 mila posti bici vicino alla stazione centrale. Nel 2020 arriveranno a 30 mila.

A Perth, in Australia, presso la Curtis Università, è stato costruito un bike hub che offre tutti i servizi utili per chi raggiunge l’università in bici, dal parcheggio, agli armadietti, alle docce.

Altri lavori si sono poi concentrati sulla creazione di infrastrutture atte a facilitare il cicloturismo. Come a Limburg, in Belgio, dove lo stagno di Bokrijk, all’interno di una riserva, è diventato un’attrazione che attira 5 mila ciclisti al giorno. È percorso attraverso una passerella lunga 212 metri, costruita appena sotto il livello dell’acqua, mentre ai lati si aprono scenari incantevoli di vita naturale. Nella stessa area un’altra pista svetta a una decina di metri dal suolo e porta i ciclisti sopra le fronde degli alberi.