18/01/2019
01/12/2011

Scampia
Power

a'67 e Edoardo Bennato insieme. Il nuovo singolo anticipa l'uscita di Neaples Power. Musicisti e scrittori napoletani per raccontare il meglio di una città

La conosco….. l’ho già sentita? Ma quando? L’ascolto ancora e ancora, la lascio decantare in un angolo della mente e poi l’illuminazione… ma sì 1992, “È asciuto pazzo 'o padrone”, il disco di Joe Sarnataro & i Blue Stuff…. mi ricordo la scena del film musicale che uscì insieme al disco, un pub a Napoli, la gente che balla sui tavoli. Ma guarda cosa hanno ritirato fuori gli ‘A67. Joe Sarnataro era l’alter ego di Edoardo Bennato, il bluesman che cantava in dialetto, ispirato dalle massime filosofiche di un fantomatico nonno, in realtà lo stesso Edoardo con baffi bianchi, bastone da passeggio e borsalino. Joe era l’anima dialettale di Bennato. Così se Edoardo in italiano cantava “Non farti cadere le braccia”, non mollare, non ti arrendere, in dialetto esprimeva la sua rassegnazione popolare: < < Accussì và o munno è accussì c’adda girà accussì va ‘o munno e cu chi t’a vuò piglià strigne e dient e curre tanto nunn’o può cagnà>>.

Me la sparo a tutto volume, mentre mi preparo per uscire. Il pezzo spacca, è una tempesta energetica, un girotondo elettrico, che parte dalle vele di Scampia, prende un volo diretto per Londra e fa una lunga chiacchierata con i Blur…..all’inizio quella chitarra sembra una citazione esplicita di song2. Mi sa che i guaglioni hanno messo il naso, fuori dalla periferia Nord di Napoli. Il suono è diverso da quello di “Suburb” e di “‘A camorra song’ io”, il primo album degli ‘A67. Il sassofono è scomparso, c’è più elettronica. Mi incuriosisco e indago. Scopro che “Accussì va ‘o munno” è il primo singolo del disco che uscirà a gennaio “Naples power”, omaggio al neapolitan Power, cioè a quella new wave partenopea, che dalla fine degli anni ’60 fino alla fine del secolo scorso, ci ha fatto ascoltare molta buona musica.
 
I guaglioni hanno riarrangiato pezzi degli Almamegretta, 99 Posse, Bennato, Teresa De Sio, Nuova compagnia di canto popolare, James Senese…. Hanno cantato tutto insieme agli stessi artisti. Chiamo Daniele Sanzone, il cantante del gruppo, che ho conosciuto quando uscì “Suburb”: << Danié che avete combinato?>> . Daniele mi spiega che al disco lavorano da più di due anni, che dentro ci sono suoni e voci di 50 artisti, violino di Cannavacciuolo, tastiere di Joe Amoruso, batteria di Tullio De Piscopo, il sassofono di James Senese. Mi chiedo come siano riusciti a metterli tutti insieme….li conosco almeno un po’….caratteriali è dire poco….cavalli pazzi, cavalli di razza. Ci potevano riuscire solo loro, gli ‘A67, i guaglioni di Scampia, determinati e con le idee molto chiare, perché lì nella periferia Nord, tra Piscinola, Marianella e Chiaiano, o sei così, tosto, o non vai avanti. Pensare di fare musica, di autoprodursela, è quasi eroico. “Accussì va ‘o munno” accussì c’addà girà…….quella frase cantata da loro suona diversa, sembra un ruggito, O munn gira accussi, ma noi orgogliosamente giriamo all’incontrario.



Clicky