25/10/2014
20/04/2012

Berlusconi: “Ad Arcore solo gare di Burlesque”

MILANO - “Erano abiti donati da Gheddafi”, rivela il Cavaliere in una pausa del processo Ruby. Il funzionario Ps Iafrate: “La giovane ammise di non avere alcuna parentela con Mubarak”

bb“Sono venuto qui  a vedere questa sceneggiata, una grande operazione mediatica di diffamazione nei miei confronti”, Silvio Berlusconi così definisce in una pausa dell'udienza il processo Ruby in cui è imputato. L'ex premier considera uno “scandalo” l'uso dei soldi pubblici per “questo processo inutile”.

Erano solo gare di Burlesque e in fondo c'è una certa ironia, se si pensa che si tratta di un genere di spettacolo basato su siparietti comici a sfondo erotico, in un atmosfera grottesca e surreale. Per il Cavaliere  la Faggioli, le gemelle De Vivo, Iris Berardi, la Minetti, la Polanco e tante altre si esibivano ad Arcore come novelle Dita Von Teese, star incontrastata del genere. Gli abiti? Un regalo di Gheddafi. E lui assieme ai suoi amici  lì a giudicare le esibizioni, magari con una paletta in mano. 

“Mantengo queste ragazze - spiega ai media Berlusconi - perché hanno avuto la vita rovinata da questo processo”. L'ex premier ribadisce che a casa sua si tenevano solo “cene eleganti” e che dopo si scendeva al piano sottostante in un locale “che era la vecchia discoteca dei miei figli”. A chi gli fa notare che le ragazze facevano spettacoli con travestimenti da poliziotta o da suora, Berlusconi parla di atmosfera di “gioiosità, serenità e simpatia”. 

Nel corso dell'udienza, il funzionario di Polizia Giorgia Iafrate racconta che Ruby disse che “talvolta si spacciava come nipote di Mubarak ma in realtà non lo era”. Rispondendo alle domande del pm Sangermano, la Iafrate racconta di essere andata quella sera a parlare direttamente con la ragazza dopo aver ricevuto una telefonata del capo di gabinetto Pietro Ostuni il quale le riferì di avere ricevuto la telefonata del presidente del Consiglio con cui si segnalava che era stata portata in questura una ragazza egiziana e che era stata indicata come la nipote di Mubarak: “Ostuni mi disse - prosegue il funzionario di Polizia - di verificare se era stata portata questa ragazza e di accelerare le procedure”.

Giorgia Iafrate riferisce di avere spiegato poi al suo superiore che in Questura non risultava esserci una minorenne egiziana bensì Karima El Marough e che non era possibile fosse la nipote dell'ex rais. “Dissi quindi ad Ostuni – continua la Iafrate - che sarei andata dalla minore per chiederle di persona se fosse nipote di Mubarak”. Alla fine la ragazza confessò che non era parente con l'ex presidente egiziano. 

 

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