17/07/2019
05/01/2011

La giustizia rischia
la paralisi

l’Associazione Nazionale Magistrati lancia un allarme molto concreto: “rischiamo una paralisi complessiva del sistema, con la chiusura dei tribunali e l’impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare d’appalto e concorsi”. Ma cosa è successo?

Si dice, e ci si augura sempre, che l’anno nuovo si porti via con quello vecchio anche tutti i problemi. Vana speranza soprattutto a sentire l’Associazione Nazionale Magistrati che lancia un allarme molto concreto: “rischiamo una paralisi complessiva del sistema, con la chiusura dei tribunali e l’impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare d’appalto e concorsi”.

Ma da dove nasce questa preoccupazione? Da una circolare del ministero della Giustizia, inviata il 30 dicembre 2010, firmata dal direttore generale per i sistemi informativi, Stefano Aprile, dove si informava che dal primo gennaio “i servizi di manutenzione e assistenza informatica sono sospesi”. Motivo? E’ presto detto “mancata assegnazione delle risorse finanziarie che rende necessario procedere alla revoca”. Insomma non ci sono più soldi.

In un’intervista all’agenzia Ansa il segretario della Anm, Giuseppe Cascini, dice che: “l’assistenza informatica consente il funzionamento della macchina giudiziaria: se si ferma il rischio serio è la paralisi degli uffici giudiziari e del sistema. Il che significa la chiusura dei tribunali e il blocco dell'attività processuale. Ma non solo: diventerà impossibile il rilascio di certificati e di copia degli atti dei procedimenti, con conseguenze pesantissime sul sistema socio-economico”. Cascini anticipa all’Ansa che l’Anm “convocherà al più presto i propri organismi direttivi per assumere decisioni forti”.
Il dito viene puntato sul ministro della Giustizia Angelino Alfano reo, secondo Anm, di essersi occupato esclusivamente di “questioni che hanno appassionato il dibattito politico, disinteressandosi del funzionamento della giustizia, di cui secondo la Costituzione è il responsabile”.

Ma le preoccupazioni non arrivano solo dai magistrati. Anche il ministero ammette le difficoltà. Luigi Birritteri, capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, scrive che “l’allarme è più che giustificato. Voglio tuttavia rassicurare tutti sull’impegno del Ministro per la soluzione del problema in tempi brevi”. Brevissimi ci auguriamo.