22/09/2020
03/08/2020

Covid: l’esercito dei nuovi poveri

Occhiello: 25 i Paesi più colpiti nel mondo. In ottobre 4 milioni di nuovi poveri in Italia. Il 38% non ha i soldi per mangiare




185 milioni di persone nel mondo stanno per raggiungere un livello di povertà tale da non avere cibo a sufficienza, portando così a un miliardo il numero di chi nel mondo fa i conti con l’insicurezza alimentare. Sono le preoccupanti  stime del World Food Program delle Nazioni Unite che evidenziano la forte crescita della povertà a seguito del Covid 19. 

I dati sottolineano inoltre che 130 milioni di persone, entro la fine dell’anno, sono destinati a soffrire di fame cronica. 25 i Paesi più vulnerabili, tra Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina, considerando anche quelle comunità in cui gli effetti sono più devastanti per mancanza di servizi sanitari di base, instabilità politica e sociale, storture del sistema di produzione e distribuzione del cibo.
Solo in America Latina, nel 2020, si prospettano 29 milioni di “nuovi” poveri, un aumento davvero senza precedenti.

Ma l’emergenza sanitaria, com’è ormai ben chiaro, ha colpito ovunque senza distinzioni. Il netto calo del Pil globale, stimato dalla Fao in un range compreso tra il 4,9% e il 10%, nel 2020, avrà (e sta già avendo) ripercussioni tutt’intorno a noi.

La situazione anche in Italia è particolarmente grave. L’ultima analisi stilata dalla Coldiretti, contando sui dati di Caritas e Banco Alimentare, documenta già da ora oltre un milione di persone povere in più, con un’impennata del 40% delle richieste di aiuti alimentari.

Una situazione particolarmente critica nelle regioni del Sud, con il 20% degli indigenti localizzato in Campania, il 14% in Calabria, l’11% in Sicilia. Seguono poi Lazio con il 10% e Lombardia col 9%. 

A partire dall’autunno, sottolinea Coldiretti, l’Italia potrebbe però trovarsi a fronteggiare un’ondata di ben 4 milioni di nuovi poveri, “costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari”. Questo per effetto di reiterate difficoltà occupazionali ed economiche. 

“Il 38,4% degli italiani, spiega il rapporto di Coldiretti, ha risorse liquide disponibili per non più di tre mesi per spese essenziali come quelle per il cibo o per il riscaldamento, e il 40% degli individui indebitati dichiara di avere già difficoltà nel sostenere le rate del mutuo”.

In questa emergenza si trovano soprattutto coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti e artigiani costretti a chiudere l’attività, i lavoratori impiegati a nero, che non godono di sussidi e aiuti, ma anche lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie, che ora difficilmente riescono a trovare occupazione. Persone che finora non si erano mai trovate in questa condizione.
Di qui la proposta del presidente Coldiretti Ettore Prandini, di  aumentare a un miliardo di euro la dotazione dei fondi per l’acquisto del cibo destinato agli indigenti, privilegiando prodotti agroalimentari made in Italy