19/09/2019
30/01/2013

Vorrei essere Spiderman
Un giorno nei sogni dei bambini di Beslan

Più di otto anni fa la strage della Scuola N.1 di Beslan. 334 morti, 186 dei quali bambini, il più sanguinoso attacco terroristico nella storia della Russia

Vorrei essere Spiderman
Un giorno nei sogni dei bambini di Beslan

Russkij Reporter , Russia

Più di otto anni fa la strage della Scuola N.1 di Beslan. 334 morti, 186 dei quali bambini, il più sanguinoso attacco terroristico nella storia della Russia. Fa ancora male il ricordo di quelle vittime. La documentarista Oxana Yushko ha fotografato i bambini che frequentano oggi quell'istituto, bambini che hanno la stessa età di quelli che persero la vita nell'attentato. Sono ragazzini come ce ne sono tanti, che amano giocare, scherzare, dipingersi la faccia. Ma la tragedia di quei giorni non abbandona nemmeno loro

Chiedo agli alunni della Scuola N.1 di Beslan cosa vorrebbero diventare. Mi spiego, non voglio sapere che lavoro vorrebbero fare da grandi, voglio solo che si trucchino la faccia per assomigliare a quello che vorrebbero essere. Lo facciamo insieme, noi che stiamo partecipando alla masterclass del Centro Artistico per la Riabilitazione "Deti Marii - Bambini di Maria", che la organizza quest'anno per la sesta volta a Beslan.

Si presentano.
"Mi chiamo Valera, Toti, Soslan... Vivo qui ... Sono un cittadino dell'Ossezia. Anch'io! E anche io!"
Ed ecco che appaiono tigrotti, fate, farfalle, cagnolini. Quasi tutti scelgono simboli universali, senza particolari connotazioni di appartenenza nazionale.

Poi ci sono loro. Sono in tre. Si sono dipinti la bandiera tricolore osseta (bianco-giallo-rosso) sulle guance. Da una parte c’è anche uno Spiderman, anche lui pienamente cosciente della responsabilità che ha nei confronti della sua città e dei suoi cari. Tutti e quattro vorrebbero essere valorosi soldati per confrontarsi col nemico e difendere gli altri, le fate e le principesse, le bambine di Beslan - la città che porterà per sempre con sé il ricordo della tragedia.


Giusto. Ecco.

Forse è proprio di quella tragedia che parlano, mute, le faccette dei tre che per primi si sono truccati con i colori della bandiera osseta. Forse è proprio per via di quel ricordo nascosto che anche gli altri hanno seguito il loro esempio.
"Tu chi sei?" "Sono un cittadino dell'Ossezia". Anzi: sono un soldato e un cittadino dell'Ossezia. Sono Spiderman e un cittadino dell'Ossezia. Sono un Principe e un cittadino dell'Ossezia.


Stasera, a casa, si laveranno la faccia e torneranno a essere ragazzini qualunque in questa città, che però non riuscirà mai a lavare via quel ricordo.

Chi lo sa cosa rappresenterà quel tricolore quando si saranno lasciati l’infanzia alle spalle... (guarda la fotogallery)