01/10/2016
06/09/2014

Riforme: Renzi, le faremo, costi quel che costi

POLITICA – Il premier: “Nella P.A. c'è troppo grasso che cola”. E inaugurando la nuova fabbrica di rubinetti del gruppo bresciano Bonomi: “Cernobbio? Naturale che il governo stia con chi crea lavoro. Vado da quelli che si spaccano la schiena”

ren

Riforme ad ogni costo. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Gussago,  all'inaugurazione del nuovo stabilimento delle Rubinetterie bresciane del gruppo Bonomi . Entrando nello stabilimento Renzi saluta i dipendenti e dà 'il cinque' a numerosi bambini. "Salutiamo i poliziotti ché non è un periodo buono per loro", spiega il premier avvicinandosi ad alcun agenti.''Non si va da nessuna parte con le riforme senza cuore: continueremo a fare le riforme costi quel che costi ma non basta'' per far ripartire davvero l'Italia dice Renzi facendo appello agli imprenditori per lavorare insieme.  

Poi ancora: "Anche nella macchina della pubblica amministrazione alcuni tagli vanno fatti, c'è troppo grasso che cola. L'operazione di tagli è un'operazione che fa chiunque in una famiglia normale". "Chi è che non ha fatto sacrifici finora - aggiunge - è la macchina pubblica, dove non si è intervenuto nei centri di costo".Il premier non ha gradito le critiche sulla sua assenza a Cernobbio:  "Sono a Brescia perché se l'Italia è quello che è, è perchè gli uomini e le donne delle piccole e medie imprese che spesso sono diventate grandi si sono spaccate la schiena. E' naturale che il governo stia con chi crea lavoro". Davanti alla platea degli imprenditori Ranzi ha poi forzato la mano:  "Non si va da nessuna parte con le riforme senza cuore. Continueremo a fare le riforme costi quel che costi ma non basta" per far ripartire davvero il Paese. Nel mirino del governo resta quindi la Pa.

"Anche nella macchina della pubblica amministrazione alcuni tagli vanno fatti, c'è troppo grasso che cola. E finora non ha fatto sacrifici". "Ci sono due Italie, quella degli ottimisti e quella dei pessimisti, quella di chi dice che ce la fa e quella di chi soffre, di chi ci crede e di chi non ci crede. Insomma, quelli che ci provano e quella dei gufi". Basta con la cultura della rassegnazione, gli esperti che ci dicono che siamo finiti non ne hanno azzeccata una negli ultimi 20 anni. Il premier ha rilanciato quindi l'orgoglio tricolore auspicando un ruolo più forte del nostro paese anche in Europa. "Il meglio deve ancora venire", dice .