23/10/2014
18/03/2012

Lavoro, confronto Fornero sindacati

La trattativa tra le parti sociali e governo segna una brusca frenata. Il nodo è la modifica dell'art. 18. Monti, "Ognuno dovrà cedere qualcosa”

camBocche cucite dopo l'incontro informale a Milano tra il ministro del Lavoro Elsa Fornero, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i leader di Cigl, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

Il flebile ottimismo dei giorni scorsi sembra svanito nel nulla e la trattativa tra sindacati, imprese e governo segna una brusca frenata. Ma il segretario Cgil non ci sta a passare per chi vuole far saltare il tavolo e punta il dito su misure “molto squilibrate” che le appaiono “molto lontane da portare ad un accordo”. Posizione condivisa da Bonanni. “La discussione è tra gli opposti estremisti”, evidenzia il segretario Cisl denunciando “il gioco al massacro che vuole che il governo decida”. Il risultato, paventa il sindacalista, sarà che “il governo deciderà nel peggiore dei modi come ha fatto sulle pensioni”.

Critico Bonanni col ministro Fornero che avrebbe accolto alcune delle principali richieste di Confindustria: meno vincoli nell'uso dei contratti precari e flessibili, e una riscrittura completa dell'articolo 18: mentre i sindacati si dicevano disponibili a trattare solo sui licenziamenti per ragioni economiche. Pessimista anche Luigi Angeletti: per il segretario generale Uil, sulla riforma del mercato lavoro “non ci sono allo stato attuale soluzioni condivise”.

Il nodo da sciogliere resta la modifica dell'art. 18. e non serve a convincere i sindacati la 'moral suasion' che Josè Manuel Barroso tenta di esercitare in una conferenza stampa tenuta insieme al premier italiano a metà mattina. La riforma del mercato del lavoro è “fondamentale”, puntualizza il presidente della Commissione Europea che si augura un'approvazione del pacchetto in tempi stretti: “speriamo di vedere presto i contenuti di questa riforma”. Ed è proprio ai tre leader sindacali che Barroso si rivolge quando sollecita “lo sforzo di tutti” per dare il via a “un'azione congiunta volta a contrastare il dualismo e la precarietà nel mercato del lavoro”.

I sindacati restano freddi. la strada del governo appare ancora tutta in salita e così tocca allo stesso Monti richiamare al bene comune lanciando un appello destinato proprio ai tre segretari confederali: “Se teniamo al futuro e ci fidiamo degli altri – dichiara il premier - ognuno dovrà cedere qualcosa rispetto al legittimo interesse di parte”. A preoccupare il Professore arrivano anche i paletti piantati dalla Marcegaglia. “se la riforma sarà un compromesso al ribasso per accontentare tutti – aveva detto la presidente della confederazione  - allora non avrà la firma di Confindustria”.

Da Parigi Pier Luigi Bersani fa sapere, “E' pazzesco pensare di attaccare i pilastri delle tutele dell'articolo 18. E' assurdo, non serve a niente. Si può organizzare una manutenzione di quell' articolo, ispirandosi a qualche altra esperienza”. “Forza Elsa - esorta Angelino Alfano - abbi coraggio, più riforme fai, più riforme porterai avanti, più sostegno avrai da tutti”.