17/07/2019
07/03/2011

Riforma giustizia
Le reazioni

Giovedì, in Parlamento, si inizierà a parlare di riforma della Giustizia, una riforma "epocale", come l'ha definita nel week end il presidente del Consiglio Berlusconi. Ma l'opposizione non ci sta

Giovedì, in Parlamento, si inizierà a parlare di riforma della Giustizia, una riforma "epocale", come l'ha definita nel week end il presidente del Consiglio Berlusconi. Riforma che il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, boccia e taccia di essere una "controriforma".

La Lega ha annunciato che la appoggerà. L'opposizione non vede di buon occhio questa presa di posizione e insinua che la mossa del Carroccio sia un contraccambio al federalismo, mentre il leader Bossi ci tiene a sottolineare che è un sostegno convinto, quello che daranno alla nuova giustizia italiana e non una "merce di scambio".

Per riformare la Giustizia però, occorre mettere mano alla Costituzione e l'opposizione nutre delle preoccupazioni e legge un altro fine, come dichiara il presidente del Pd Rosy Bindi: "L'obiettivo è solo quello di tenere alto lo scontro con la magistratura per giustificare le leggi ad personam".

Annunciano battaglia i finiani, che, come avverte Carmelo Briguglio di "epocale ci sarà solo la guerra per bloccare questa riforma”. Paventa invece un disegno piduista un altro finiano Fabio Granata, convinto che il governo stia ipotizzando "la demolizione" dello stato di diritto. "Gelli sarebbe stato più moderato", ironizza il deputato futurista secondo il quale Pm sottomessi al Governo o la fine della obbligatorietà dell'azione penale "significa andare oltre le leggi ad personam".

Di pericolosa "deriva fascista" parla il partito di Di Pietro. Ma i ministri leghisti ci tengono a sottolineare che "Se parliamo di riforma costituzionale è evidente che nessuna di quelle misure andrà a ricadere sui processi a Berlusconi". Per questo anche il Carroccio sta "lavorando sulla proposta che verrà portata al Consiglio dei ministri, su cui stanno lavorando tutte le parti del governo".

E c'è anche chi sostiene, come Francesco Rutelli dell'Api, il Terzo Polo dovrebbe presentare una sua proposta di riforma: "Nei prossimi giorni con Udc e Fli definiremo le condizioni per un intervento in materia" annuncia, avvertendo che "la porta è chiusa" ad ogni leggina ad personam.

Il Pd chiede invece la convocazione degli Stati Generali della giustizia, con magistrati, giudici, avvocati, associazioni per la tutela dei diritti dei cittadini.