17/04/2014
13/08/2011

Manovra,
la versione
del Pd

Il piano su 7 punti: una tantum, liberalizzazioni, dimezzamento dei parlamentari, dismissione di immobili pubblici. I democratici: "Il governo scarica i costi sui ceti popolari e sugli onesti"

pb“Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili e fortemente inique sul piano sociale e fiscale”. Commenta così il Pd la manovra bis del Cdm. Per i democratici, il governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse.  E' inoltre un intervento destinato a deprimere l'economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita”.

“Gli esempi più eclatanti – spiega riguardano in particolare l'anticipo della delega sull'assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell'intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti”.

Dal partito di Bersani arriva una “contromanovra” per affrontare l'emergenza, “con soluzioni più eque ed efficienti” e soprattutto “in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita”.

Questi i punti:

1- Prelievo straordinario una tantum sui capitali esportati illegalmente e scudati. Gran parte di questi 15 miliardi dovranno essere utilizzata per i pagamenti della pubblica amministrazione.

2- Misure efficaci contro l'evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati. Tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro, elenco clienti fornitori, descrizione del patrimonio nella dichiarazione dei redditi.

3- Imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato.

4.- Piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici, (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).

5- Liberalizzazioni. Ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, ecc.

6-  Politiche industriali per la crescita. Tra queste anche l'implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7-Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica (dimezzamento del numero dei parlamentari; snellimento di Regioni, Province, Comuni; accorpamento dei piccoli comuni; dimezzamento delle province; dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l'acquisto di beni e servizi nella P.A.).