20/08/2019
09/07/2019

Via la plastica monouso dagli scaffali. I supermercati anticipano la Ue

L’Europa mette al bando l’usa e getta dal 2021, ma la grande distribuzione italiana decide di intervenire subito




Eliminare la plastica, soprattutto quella monouso. Un obiettivo che sembra sempre più vicino almeno sulla carta, ma che stenta a decollare nella pratica. Solo due esempi legati a questa stagione, cene estive e pic-nic sui prati.  Situazioni dove piatti e bicchieri usa e getta la fanno ancora da padrone.


Eppure prima o poi bisognerà ravvedersi per diminuire le 570 mila tonnellate di plastica che ogni anno vengono riversate nel Mediterraneo.

Rifiuti che hanno pian piano trasformato le nostre coste da mete ambite per le vacanze in autentiche discariche.

E così dal 1 luglio centri commerciali, supermercati, grandi magazzini e discount che fanno parte di Federdistribuzione, giocando d’anticipo rispetto al resto d’Europa, hanno deciso di affiancare da subito sugli scaffali le stoviglie in plastica monouso con articoli alternativi, realizzati in materiali riciclabili e compostabili. Ma l’obiettivo finale è sostituire in maniera progressiva la plastica usa e getta, arrivando entro un anno a eliminarla completamente dagli scaffali. Un impegno, quello assunto dalla rete che riunisce una quarantina tra le maggiori insegne della grande distribuzione italiana, con una quota di mercato di circa il 50%, che affronta un dramma di dimensioni globali e che anticipa i tempi della legge.

A breve, infatti, l’Italia dovrà recepire la direttiva europea che vieta, a partire dal 2021, l’uso e il commercio dei prodotti in plastica. Il nostro Paese dovrà poi varare, come gli altri Stati membri Ue, un piano per tagliare significativamente l’utilizzo di quegli oggetti per cui mancano equivalenti meno dannosi dal punto di vista ambientale.

Per quanto riguarda le bottiglie di plastica in particolare, si dovrà arrivare a riciclarne almeno il 90% entro il 2029 e a produrle, con almeno il 30% di materiale riciclato, entro il 2030.

"La direttiva indica una strada definitiva da intraprendere, ha detto Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione, ma noi abbiamo preferito muoverci prima vista la diffusa sensibilità sui temi dell’ecosistema”.

Dire addio ai 13 miliardi di pezzi in plastica che ogni anno entrano in circolazione in Italia, per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, non è un risultato che si possa raggiungere da un momento all’altro. Servono un processo di riconversione industriale e una ricerca continua per sviluppare nuovi materiali. Solo così sarà possibile ampliare il commercio su larga scala dei prodotti biodegradabili abbassando sia i costi di produzione che il prezzo a cui questa merce viene venduta.

Qualche dato. 8 milioni le tonnellate di plastica riversate ogni anno negli oceani. 1 milione gli uccelli marini uccisi annualmente dalla plastica.

Soltanto il 30% della plastica fabbricata nel mondo nell’ultimo mezzo secolo è ancora in uso. Il resto ha avuto tre diversi destini: il 79% è finito in discarica o è stato abbandonato nell’ambiente, il 12% è stato bruciato negli inceneritori e solo un misero 9% è stato riciclato.