Schaeuble, impensabile nuovi aiuti alla Grecia
BERLINO - Il ministro delle Finanze tedesco : “Stupido se governi zona Euro non pensassero a piano d'emergenza”. Juncker, mercati ingiusti con Italia e Spagna
Il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera Angela Merkel sono in disaccordo su nuovi aiuti alla Grecia. La Germania rifiuta infatti sia l'ipotesi di un terzo programma sia la concessione di più tempo per risanare le finanze. Per Berlino è impensabile accordare una proroga ai greci, perché comporterebbe un aumento di spesa per i suoi creditori. Atene ha quindi tempo fino al 2014, secondo gli impegni già presi, per risanare il bilancio. E così la pensano anche Finlandia, Estonia e Slovacchia.
“Non è pensabile mettere a punto un nuovo programma per la Grecia”, sostiene il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che precisa: “ci sono dei limiti agli aiuti” che possono essere concessi. “La prospettiva di un collasso dell'euro - ha spiegato il ministro - é una speculazione senza senso” aggiunge Schaeuble secondo il quale “ci vorrà del tempo prima che ritorni la fiducia dei mercati” nell'eurozona. L'euro è “una moneta stabile” e non c'é alcun segnale che faccia pensare all'inflazione.
La pesante crisi economica greca, portoghese, spagnola e italiana innescata da voragini nei bilanci nazionali sta mettendo a dura prova la stabilità dell’eurozona. Ma anche i tedeschi ‘danno fregature’ a volte e violano le regole dice Schaeuble che stigmatizza l’arroganza nei confronti dei paesi europei in crisi. Inoltre secondo il ministro è del tutto insensato dipingere i paesi del Sud come “cialtroni” o parlare di “truffatori del fisco” della Svizzera.
Considerazioni riprese dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, secondo il quale i mercati sono ingiusti con l'Italia e la Spagna e non prendono in considerazione i seri sforzi di risanamento. “Non c'è nessuna ragione di dubitare della volontà di consolidamento di Italia e Spagna”, dice Juncker. “Ambedue i paesi - prosegue il premier lussemburghese - hanno avviato misure significative di consolidamento, ma vengono trattati dai mercati come se non lo avessero fatto”.
Quanto alla questione greca, per il presidente dell'Eurogruppo una uscita dall’euro è “tecnicamente” possibile, ma i rischi politici sono “imprevedibili”. Il presidente dell'Eurogruppo non ha però escluso una ‘Grexit’ nel caso in cui “la Grecia violasse tutte le regole e non rispettasse nessun accordo”. Juncker ribadisce infine che “la situazione non è semplice. I problemi sono complessi e il rumore provocato dalle dichiarazioni è troppo forte. Le domande sulla Grecia hanno bisogno di serenità”.





