21/10/2017
18/07/2017

Allarme Unicef: a Mosul 650 mila bambini a rischio

La vita dei ragazzi riparte dalle scuole. Riapre la biblioteca universitaria

“Anche se la battaglia di Mosul sta giungendo al termine, le profonde cicatrici dei bambini, fisiche e mentali, avranno bisogno di tempo per guarire". È l'urlo di dolore lanciato al mondo da  Hamida Ramadhani Vice Rappresentante UNICEF in Iraq. "Il numero dei bambini passati attraverso l’incubo delle violenze è altissimo: 650.000 i ragazzi che hanno vissuto gli orrori degli ultimi tre anni".



"Alcuni di loro -continua Ramadhani- ancora soffrono nelle sacche di violenza persistenti nella zona vecchia  di Mosul ovest". "Un dottore con cui abbiamo parlato- racconta-  ci ha riferito di mamme e neonati, anche di una settimana  ,feriti e malnutriti, senza contare l'aumento dei minorenni non accompagnati e senza difese che arrivano nelle strutture mediche e nelle zone di accoglienza per essere poi mandati nelle nostre strutture o presso altre organizzazioni umanitarie per essere assistiti e, quando possibile, riunificati alle loro famiglie”.

Finora i bambini di Mosul aiutati dall'Unicef ,che sono riusciti a riabbracciare il papà e la mamma, sono 1.333. Tanti di loro per tre anni non hanno frequentato la scuola e hanno bisogno di ricominciare il loro percorso formativo. Ad oggi, l’UNICEF ha supportato la riapertura di 470 scuole a Mosul Est e Ovest, di cui hanno beneficiato 364.500 ragazzi.

E sono proprio gli studenti di questa città distrutta che ,nonostante il dolore, vogliono ripartire e lo stanno facendo attraverso la biblioteca dell'Università della città. Grazie all'aiuto di Mosul Eye, il blogger anonimo che per tre anni ha raccontato la vita di Mosul sotto l'assedio dello Stato Islamico, un gruppo di studenti ha lanciato un appello internazionale per raccogliere libri e far rivivere uno dei più grandi centri culturali del Medio Oriente. 

Durante i combattimenti l'Isis ha dato fuoco a tutte le biblioteche e due anni fa è toccato anche a quella universitaria . Tra i ripiani dei suoi scaffali erano custoditi migliaia di volumi antichi, mappe storiche, manoscritti risalenti al periodo ottomano. Così, non appena l'area è stata liberata, gli studenti sono andati a cercare tra le macerie i testi rimasti. Un'operazione che ha permesso di recuperare circa duemila libri ,mentre dalla campagna lanciata dagli studenti sono già arrivati da tutto il mondo  oltre diecimila volumi. 

A rispondere all'appello privati e associazioni. "Non ce lo aspettavamo - commenta Mosul Eye - ora siamo in attesa di altre migliaia di testi da prestigiose università inglesi e statunitensi".

L'obiettivo è arrivare a 200mila volumi per la riapertura della biblioteca, che in molti vorrebbero avvenisse a ottobre, in concomitanza con l'inaugurazione del nuovo anno accademico