Euro: le nuove regole
BRUXELLES - Debito, banche e crescita. Dalla supervisione bancaria Bce ai piani per l'occupazione. Al via la Tobin tax
La sintesi del summit di Bruxelles caratterizzato da giorni di dure trattative, la sintetizza il suo presidente, il belga Van Rompuy, che parla di “un passo in avanti” senza “vincitori e vinti”. I dettagli in vari provvedimenti, sono stati rinviati a una definizione successiva, così l'uso di formulazioni molto vaghe ha consentito un po’ a tutti i leader l’impressione di tornare a casa soddisfatti. Almeno fino alla prossima verifica del 9 luglio, quando i 17 ministri finanziari dovranno trasformare in atti concreti i punti del pacchetto.
“La crisi che avvolge il debito sovrano e la debolezza del settore finanziario - si legge nel documento finale - sta rallentando la ripresa e creando rischi per la stabilità dell'unione monetaria”. E’ la crisi del sistema bancario l'argomento più preoccupante affrontato con maggiore concretezza. Per il Consiglio l’urgenza è dunque “spezzare il circolo vizioso tra banche e debito sovrano”, per interrompere il percorso perverso che porta i governi a far crescere il debito pubblico a favore di banche nazionali ingolfate con masse di titoli di Stato per sostenere l'indebitamento del loro salvatore. Un “circolo vizioso” che inaridisce gli stimoli alla crescita.
La paura del contagio delle insolvenze a catena ha convinto perfino la Merkel ad accettare a sorpresa l'uso del fondo salva Stati per ricapitalizzare le banche spagnole, senza così far aumentare il debito della Spagna. È arrivato l'atteso Patto per la crescita e l'occupazione. Tutti i governi sono d'accordo che rigore e austerità da soli non costituiscono la soluzione anticrisi. Gli interventi concordati risultano però inferiori alle attese e ai bisogni di molti cittadini europei in difficoltà. Per la crescita arrivano 120 miliardi di euro. Altri 10 vanno ad aumentare il capitale della banca Bei.
Il Piano per il rafforzamento dell'Unione monetaria, elaborato da Van Rompuy con il portoghese Barroso della Commissione europea, Mario Draghi della Banca centrale europea Juncker dell'eurogruppo, verrà sviluppato producendo entro la fine dell'anno una “road map” per arrivare a una maggiore integrazione economica, bancaria e politica. Non si parla dello “zar” per il controllo dei bilanci, che dovrebbe vedersi trasferita molta sovranità nazionale nelle politiche economiche dei Paesi con i conti pubblici in difficoltà. Ma è cresciuto il ruolo di Draghi, che centralizzerà nella sua Bce la vigilanza sulle banche europee e il ruolo di “agente” per conto del fondo salva Stati.
L'introduzione della Tobin tax. La tassa antispeculazione sulle transazioni finanziarie è stata programmata entro un “periodo ragionevole” solo nei Paesi favorevoli. Via libera anche al brevetto europeo, con l'opposizione di Italia e Spagna.





