12/12/2017
28/11/2017

Continua la grande fuga dal Sud. Allarme di Svimez e Miur

Le Università del sud non convincono e i talenti scappano




Duecentomila laureati persi negli ultimi 15 anni, tutti giovani che dal Sud sono emigrati nel Centro-Nord.
Un vero e proprio “depauperamento del capitale Meridionale”, così lo definisce l’ultimo rapporto Svimez.
Rapporto confermato anche dai dati del Ministero dell’istruzione. Aumentano si le immatricolazioni ma nelle Università del Nord Italia che pare essere terreno fertile per piantare e far germogliare il seme del proprio futuro.
Quindi un’emorragia di saperi e risorse che continua ogni anno di più e sottrae speranze ai giovani e a chi resta. Sono soprattutto la Basilicata e il Molise le regioni dove questa fuga di cervelli è più evidente.
Nel suo ultimo rapporto il Miur individua il problema  in “un’offerta probabilmente limitata di alcune Università”.

Tradotta in cifre questa “fuga” significa una perdita finanziaria per il Meridione di circa 30 miliardi di euro pari a due punti di Pil nazionale. Dati che vanno incrociati con altri numeri e cioè con quelli della povertà al Sud.
Nel 2016, calcola la Svimez, 10 meridionali su 100 risultavano in condizioni di indigenza, contro poco più del 6 nel Centro Nord.  
Scivolare nella povertà è molto più facile in Campania e in Sicilia che nel resto d’Italia. La Campania ha il più basso livello di prodotto pro capite.

Il Pil per abitante lo scorso anno era di 17.866 euro contro i 29.856 del Piemonte e i 36.379 della Lombardia.
La demografia in crisi, la bassa natalità e lo spopolamento sono un’altra minaccia. Nel dettaglio la Sicilia perde 9.300 residenti, la Campania 9.100 e la Puglia 6.900.
La quota di popolazione metropolitana del Mezzogiorno rispetto a quella nazionale è calata dal 40,2 al 38,5%.