21/10/2017
31/07/2017

Anniversario strage Bologna: i familiari delle vittime contro la Procura

La città si prepara a ricordare strage del 2 agosto 1980.Il ministro Galletti: "Familiari devono avere risposte che meritano"



"La storia non si archivia. La forza della verità non si può fermare. La giustizia faccia la sua parte".  È la frase scelta dall'Associazione familiari vittime per l'anniversario della strage di Bologna che il 2 agosto di 37 anni fa provocò 85 morti e oltre 200 feriti. I familiari puntano il dito contro la richiesta di archiviazione, decisa dalla Procura di Bologna, per l'inchiesta contro ignoti sui mandanti della strage. Non ci sono prove, per la Procura, di mandanti e finanziatori occulti. Ma i familiari delle vittime non ci stanno.

L'inchiesta era nata su loro impulso e sulla convinzione che la bomba del 2 agosto facesse parte di un piano più ampio che mirava a sovvertire l'ordine democratico in Italia.
La verità processuale condannò Francesca Mambro, Valerio Fioravanti ( entrambi in semilibertà dal 1999) e Giuseppe Ciavardini quali esecutori materiali dell'attentato. Per la Procura di Bologna è difficile pensare che abbiano agito guidati da apparati deviati dello stato o da strutture segrete. L'udienza sull'archiviazione si discuterà il prossimo 26 ottobre.
Intanto Bologna si prepara a ripercorrere nella ricorrenza il corteo da Piazza Maggiore a Piazza Medaglie d'Oro, davanti alla stazione centrale. Ci saranno loro, i parenti delle vittime, le autorità e tanti cittadini a richiedere, come il primo anno, di sapere fino in fondo la verità. Furono anni quelli di stragi di innocenti, omicidi di magistrati, docenti universitari e giornalisti. Ma la strage di Bologna fu la più grave di tutte per il numero di morti e per la modalità: far esplodere una bomba in una stazione affollata di una città, proprio nel giorno di partenza per le vacanze con la volontà di colpire più persone possibili.
Il 2 agosto in strada ci sarà il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti a rappresentare il Governo. "Da bolognese- ha detto- ho vissuto quei giorni di 37 anni fa e ricordo il dolore e lo sgomento della città. Quell'episodio di terrorismo ha cambiato per sempre Bologna e la generazione di bolognesi della quale faccio parte. E' dunque doveroso ricordare e fare in modo che quanti hanno più sofferto, mi riferisco ai familiari delle vittime, abbiano le risposte che meritano. Se così non è stato fino a oggi, bisogna riparare a queste mancanze. E' questo lo spirito con cui sarò a Bologna a nome del governo"