01/10/2014
01/12/2010

Le radiazioni
dei cellulari

Chi usa molto il cellulare sa che esistono tanti prodotti pensati per ridurre l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche. Gli studiosi sostengono che alcuni di questi dispositivi non servono a nulla, ma ammettono che alcuni potrebbero rappresentare una precauzione del tutto ragionevole

Wall Street Journal, 26 novembre 2010

Un taglio alle radiazioni da cellulare
di Laura Johannes


Chi usa molto il cellulare sa che esistono tanti prodotti pensati per ridurre l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche. Gli studiosi sostengono che alcuni di questi dispositivi non servono a nulla, ma ammettono che alcuni potrebbero rappresentare una precauzione del tutto ragionevole.
Secondo alcuni ricercatori le radiazioni emesse dai cellulari sono innocue; altri temono che possano causare tumori al cervello o altri tipi di cancro.
"Fino ad oggi la ricerca non ha identificato problemi specifici; esistono però punti da chiarire, alcuni anche di una certa rilevanza" ci dice Leeka Kheifets, docente di epidemiologia all'Università della California di Los Angeles. Quello che manca sono soprattutto studi a lungo termine, dal momento che alcuni tipi di tumori del cervello impiegano anche decine di anni per svilupparsi, mentre la diffusione dei cellulari nell'uso comune è un fenomeno recente, aggiunge la dottoressa.
Ecco quindi un fiorire di proposte per il taglio o la riduzione dell'impatto delle radiazioni, appunto. Uno degli articoli di maggior diffusione e successo sul mercato è lo schermo meccanico per le radiazioni elettromagnetiche, ovvero  un dischetto da applicare al telefono stesso, che dovrebbe neutralizzare ogni radiazione. Da un punto di vista scientifico, dischetti del genere non servono a gran che, afferma Louis Bloomfield, docente di fisica all'Università della Virginia, a Charlottesville. Se i dischetti assorbissero e riflettessero davvero le onde radio, creerebbero un forte disturbo per la ricezione, "col rischio dell’aumento dell’intensità di emissione di onde da parte del telefono stesso, proprio perché ha problemi di ricezione" conclude.
La Federal Trade Commission, la Commissione Federale per il Commercio americana, ha preso provvedimenti nei confronti di almeno due aziende che vendevano apparecchi del genere, e ha avvertito i consumatori che non esiste alcuna "prova scientifica" dell'efficacia di questi dispositivi.
Per le donne in gravidanza, la RadiaShield Technologies Inc di New York vende per 59 dollari una tshirt con fibre di argento, che, secondo alcuni  test di laboratorio, si sarebbero dimostrate efficaci nel bloccare quasi tutte le radiazioni. I ricercatori confermano che quel metallo in effetti riflette e assorbe radiazioni, tanto da far sembrare ragionevole un approccio del genere. La stessa azienda vende anche una specie di copertina, che le donne possono appoggiare sulla pancia quando usano il cellulare.
Esiste poi un'applicazione che si chiama “tawkon”, che mostra il dato interno di emissione di radiazioni di uno smart-phone e relativa esposizione - la Tawkon Ltd è un’azienda di Herzliya, in Israele.
Bassi livelli di radiazioni vengono indicati sul display del telefono con un'icona verde, che diventa gialla se il livello di radiazioni è medio, o rossa se è alto. Questa applicazione è disponibile per i modelli di Blackberry e Android. Qualora vi trovaste in una zona che produce un'icona rossa, l'applicazione vi suggerirebbe di usare l'auricolare o di tenere il telefono in posizione verticale o di spostarvi in un'altra zona a emissione più bassa.
La fregatura sta nel fatto che - come dice lo stesso Gil Friedlander, AD di Tawkon - non esiste un dato scientifico reale che stabilisca una linea di demarcazione precisa tra zone rosse, gialle o verdi.
Per chi ha un Iphone o un BlackBerry Curve, la Pong Research LLC fabbrica una custodia (a 40 dollari), che contiene una sottile lamina d'oro. La Middleburg – Va. sostiene che tenga le radiazioni lontane dalla  testa, scaricandole dal retro del telefonino stesso. Alcuni test di verifica, effettuati nella sede californiana della tedesca Cetecom Inc, azienda che misura i livelli di radiazioni emessi dai cellulari, hanno provato che la custodia riduce le radiazioni emesse dai cellulari di fattura americana da un minimo del 60 fino all'82%. La ricercatrice Heiko Strehlow di Cetecom conferma che i test scientifici hanno provato una certa efficacia di Pong nel tenere lontano le radiazioni dalla testa umana.
Secondo John Walls, portavoce della CTIA - un gruppo industriale wireless noprofit di Washington DC, nessuna di queste precauzioni è necessaria: il governo federale americano, infatti, ha già stabilito i livelli standard dell’emissione massima di radiazioni per ogni cellulare, che, nell’uso normale, di per sé produce una quantità di onde elettromagnetiche di molto al di sotto.
Il modo migliore per ridurre l'esposizione resta l’uso di un dispositivo che tenga il telefono il più lontano possibile dalla testa, come un auricolare, ci dice Devra Davis, l'epidemiologa autrice del saggio "Disconnect".