14/12/2018
25/09/2018

Malati di inquinamento. Pochi fondi e morti in aumento

Un Manuale della Fondazione Veronesi per difendersi dalle sostanze nocive in casa, ufficio e all’aperto




Nove milioni di morti l’anno è la cifra spaventosa provocata dall’uso massiccio della plastica che finisce in mare, dallo smog e dagli additivi delle industrie e delle auto. Molte più del fumo delle sigarette. Sono le morti per inquinamento.

Di questo si parla fino al 30 settembre a Terni a “Tutti per aria” una serie di incontri organizzati dalla Fondazione Umberto Veronesi.

“Si potrebbero scongiurare 500 mila decessi in Europa, 60 mila in Italia e 15 mila in Lombardia, una fra le regioni più inquinate del nostro Paese – racconta Pier Mannuccio Manucci ordinario di Medicina Interna all’Università Statale di Milano. Come? Investendo in energie pulite e avviando una politica  di innovazioni green.

In una recente pubblicazione si è calcolato che i fondi globalmente stanziati per contrastare il problema inquinamento non superano il miliardo di dollari contro i  26 miliardi spesi per combattere le principali malattie infettive.

L’inquinamento provoca nei Paesi a basso e medio reddito una riduzione del prodotto interno lordo del 2%, mentre nei Paesi ricchi una crescita della spesa sanitaria del 7% l’anno.

L’iniziativa di Terni, che vuole migliorare la sensibilità e l’informazione sul tema, è anche l’occasione per presentare il manuale “Inquinamento e Salute”, scaricabile dal sito della Fondazione Veronesi. Fornisce risposte alle domande più comuni in tema di esposizioni a sostanze o elementi nocivi sul luogo di lavoro, in casa o all’aperto.

“Con questo libro – spiega Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione, affrontiamo il legame fra inquinamento e tumori. L’esposizione a sostanze inquinanti è causa di quasi un quarto dei decessi del mondo, una parte dei quali dovuti ai tumori. Un peso enorme che possiamo attenuare o prevenire in primo luogo attraverso la conoscenza di cosa, dove è in che modo può aumentare il nostro rischio di ammalarci”.