14/12/2018
09/11/2018

Nasce in Vaticano primo progetto mondiale su cyberbullismo

350 i minori vittime ogni giorno di violenze online. 7 adolescenti su 10 non chiedono aiuto




Nascerà in Vaticano il primo progetto mondiale sul cyberbullismo, un progetto nato per rispondere all’appello più volte lanciato da Papa Francesco per il benessere dei ragazzi sul web. Verrà presentato durante il primo Congresso mondiale sul rapporto tra minori e internet, organizzato a Castel Gandolfo nella prossima primavera. Promotori dell'iniziativa la Fondazione Scholas, fondata dal Pontefice per promuovere il diritto all'educazione grazie alla rete di oltre 440 mila scuole in tutto il mondo e Fondazione Carolina, impegnata nella tutela dei minori sul web in memoria della prima vittima di cyberbullismo, Carolina Picchio, divenuta simbolo per tutti i ragazzi.

“L’hanno uccisa 2600 like a commento di un video vergognoso su di lei postato in rete" - racconta il padre di Carolina, da anni impegnato nelle scuole a raccontare la storia della figlia che si è suicidata a Novara nel gennaio 2013.

Un modo per aiutare i ragazzi a capire un problema tanto diffuso.

I dati della Polizia postale parlano chiaro. Lo scorso anno sono stati segnalati 354 casi con minorenni vittime. In 116 episodi erano stati oggetto di ingiurie e molestie, in 87 di diffamazione online, in 123 di stalking.
I minorenni denunciati, invece, sono stati 39. Purtroppo però, dice una ricerca del Moige (Movimento italiano genitori) 7 adolescenti su 10 non chiedono aiuto.
Ne parlano solo con i coetanei escludendo genitori, professori e forze di polizia.
Gli adulti vengono vissuti come un mondo a sé anche da parte di chi potrebbe ricevere aiuto, rimanendo così solo, vittima ancora più indifesa degli attacchi online.

Oltre alla poca voglia di raccontare abusi e violenze di cui sono vittime, i dati fotografano ragazzi che rendono accessibile a tutti il materiale che pubblicano, inconsapevoli dei rischi che questo genera.
Ben un adolescente su tre rende sempre visibile il materiale condiviso sui social. Più della metà è consapevole che quanto condiviso può essere reso virale da altri.

WhatsApp è la piattaforma più utilizzata da oltre il 90% degli studenti, mentre il 63,72% dei ragazzi dichiara di usare Facebook. Il 65% lo fa per socializzare, il 59,49% per curiosità, il 31,9% per informarsi.
Si condividono per lo più messaggi, foto e video, quasi mai notizie.

E sempre a proposito di bullismo in rete, ogni giorno oltre 175 mila bambini nel mondo si connettono a internet per la prima volta, uno ogni mezzo secondo.