Morsi, nuovo presidente
IL CAIRO - Il candidato dei Fratelli musulmani proclamato Capo di stato dalla commissione elettorale egiziana
A una settimana dal ballottaggio delle presidenziali, gli egiziani conoscono il nome del loro primo presidente eletto democraticamente. Mohamed Morsi candidato dei Fratelli Musulmani è il nuovo capo dello Stato deciso dal popolo dopo la caduta di Hosni Mubarak. Con 13.230.131 voti pari al 51,73% voti ha battuto Ahmed Shafiq, ultimo premier del Raìs che si è aggiudicato il 48,27% dei consensi.
Alla notizia piazza Tahrir è esplosa in un boato di gioia. I sostenitori di Morsi, decine di migliaia, da ore stanno ballando e scandiscono il suo nome. La stessa piazza che ha affossato il regime di Mubarak,la piazza che per mesi ha sfidato la giunta militare al potere dicendo no allo scioglimento del parlamento sancito dalla corte costituzionale e al decreto costituzionale varato dai militari per attribuirsi vari poteri, compreso quello legislativo. Stesso tripudio nelle strade di Gaza dove, all'annuncio della notizia, si è riversata una folla in tripudio. Scene di gioia popolare, accompagnate da ripetuti spari in aria e lo sventolio congiunto di bandiere verdi di Hamas e quelle egiziane. Al contrario tra i palestinesi vicini ad al-Fatah l'atmosfera è di sconforto e di forte preoccupazione. “La rivoluzione ha superato un test importante, ma la strada è ancora lunga”, ha dichiarato uno dei portavoce dello staff che ha curato la campagna di Morsi.
Nessun segnale ufficiale, al momento, da Israele. Ma una fonte anonima fa capire che gli sviluppi rischiano di essere negativi. ”Fin dall'inizio avevamo avvertito che la primavera araba rischiava di trasformarsi in un inverno islamico. Allora - ha aggiunto, alludendo forse agli Stati Uniti - le nostre previsioni erano state oggetto di scherno. Adesso appaiono invece più fondate”.
Morsi, 60 anni, studi di ingegneria in California, islamista detenuto da Mubarak, in parlamento dal 2005 formalmente come indipendente, candidato in seconda battuta dai ‘Fratelli’ si presenta come colui che impedirà il ritorno degli uomini del vecchio regime. I militari stanno a guardare, anzi si sono congratulati. E’ tutto qui il mistero del nuovo Egitto: da giorni girano voci su un patto fra militari e islamisti. Di sicuro il presidente dei Fratelli musulmani ha incassato il voto dei rivoluzionari e non potrà esimersi dal dire la sua sull'organizzazione militare dello stato e sul rovente argomento della libertà di parola.





